La Russia solleva dubbi sul ruolo della Corte Penale Internazionale in Libia

Di Vanessa Tomassini.

Durante la riunione in videoconferenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Federazione Russa ha sollevato dubbi sul ruolo svolto dalla Corte Penale Internazionale (CPI o ICC) in Libia, descrivendolo come sempre più irrilevante.

Il Vice Rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Gennady Kuzmin, ha sottolineato che la Corte dovrebbe avere un’azione diplomatica neutrale, preferendo cooperazione e sostegno reciproco per aiutare le parti a impegnarsi nei negoziati. Esaminando il rapporto del procuratore generale del Tribunale internazionale, l’inviato ha indicato che negli ultimi nove anni di guerra civile, in seguito al rovesciamento del Governo di Muammar Gheddafi, un certo numero di crimini commessi da alcune parti in questo conflitto armato “passano inosservate e apparentemente viene trascurato”.

Come già denunciato da “Speciale Libia“, durante un reportage a Benghazi, perfino i combattenti dell’ISIS, il cui Consiglio di Sicurezza ha riconosciuto il loro ruolo distruttivo in questo Paese, sono sono stati trascurati dalla giurisdizione e dalle indagini della CPI. E’ evidente infatti come il procuratore si sia concentrato sui “crimini” di Mahmoud al-Werfalli, Saif al-Islam Gheddafi ed esponenti del precedente regime, tralasciando tuttavia di perseguire elementi ben noti appartenenti a gruppi terroristici come Daesh ed Al-Qaeda, responsabili di crimini spaventosi, della distruzione delle istituzioni, nonchè di intere città.

“Siamo convinti che la comunità internazionale e il Consiglio di sicurezza dovrebbero concentrare i loro sforzi sull’aiutare a ripristinare la pace in Libia, perché quando questa verrà ristabilita, i libici potranno decidere da soli come affrontare la questione della giustizia”, ​​ha detto l’ambasciatore Kuzmin, esprimendo preoccupazione per la situazione nel Paese e per il fatto che gli sforzi per raggiungere la stabilità sono bloccati.

Secondo l’inviato, non esiste un modo semplice per risolvere il conflitto in Libia, perché è radicato negli eventi del 2011, “quando la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata gravemente distorta e violata, il che ha portato alla distruzione dello stato libico e alla continua sofferenza della popolazione civile”. Kuzmin ha sottolineato che la Russia è fermamente convinta che la via da seguire sia dovuta a un’azione diplomatica neutra per aiutare le parti a impegnarsi nei negoziati.  La comunità internazionale dovrebbe facilitare il dialogo intra-libico rispettando i principi di sovranità, indipendenza e integrità territoriale della Libia, lasciando finalmente ai libici la determinazione del futuro del loro paese.

Il diplomatico russo ha concluso il suo intervento lodando il ruolo della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e rinnovando la sua richiesta alle parti libiche per fermare le ostilità ed impegnarsi ad una tregua che consenta un’adeguata risposta al COVID-19.

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