Il presidente del Parlamento chiede a Guterres di fermare l’interferenza turca in Libia

Di Ali Ahmed.

Aguila Saleh Issa, presidente del Parlamento libico internazionalmente riconosciuto nell’est del Paese, la Camera dei Rappresentanti, ha inviato giovedì una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e agli ambasciatori degli Stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per denunciare la “palese interferenza turca” negli affari interni della Libia.

Secondo il portavoce della Camera Abdullah Bleihaq, il discorso del presidente Aguila Saleh ha indicato l’esposizione della Libia ad una brutale aggressione turca in cui le città libiche vengono attaccate via mare, terra e aria. Nella missiva il capo del Parlamento libico parla inoltre dell’interferenza di Ankara negli affari interni della Libia anche attraverso l’invio di armi e mercenari, sottolineando che tutto ciò rappresenta una chiara violazione delle leggi libiche ed internazionali, oltre ad ignorare completamente i risultati della Conferenza di Berlino.

Il presidente Aguila Saleh ha spiegato che il Parlamento esercita i suoi poteri in conformità con la dichiarazione costituzionale e ha il diritto di chiedere a nome del popolo libico l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che vietano la fornitura di armi ed equipaggiamenti, chiedendo l’impegno della Comunità internazionale ad una tregua umanitaria che permetta una risposta adeguata al nuovo coronavirus, COVID-19. A tal fine, la lettera invita le Nazioni Unite a porre fine all’aggressione turca e a consentire alle forze armate libiche sotto il comando del feldmaresciallo Khalifa Haftar di ottenere armi e munizioni necessarie a difendere la sovranità e l’integrità territoriale della Libia.

Lo scorso 14 aprile, il presidente della Camera dei Rappresentanti ha incontrato il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, per discutere degli ultimi sviluppi militari e politici. Secondo quanto riferito dalle due parti, Mikhail ha riaffermato il sostegno di Mosca ad un dialogo intra-libico che apra la strada alla formazione di un governo efficace, in sostituzione dell’attuale classe politica che non è in grado di salvaguardare la sovranità della Libia.

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