Il mufti libico incita i giovani a compiere attentati suicida contro l’esercito

Il gran Mufti libico, Al-Sadiq al-Gharyani, ha sollecitato i giovani tra le forze allineate al Governo di Accordo Nazionale (GNA) ad effettuare operazioni kamikaze qualora queste possano indebolire i ranghi del nemico. In un’intervista televisiva, il controverso imam di Tripoli ha affermato che gli attacchi suicida sono “legittimi ed ammissibili perché molti dei compagni del Profeta si gettarono dalle mura e morirono per aprire il forte”.

Al-Gharyani ha aggiunto che se i giovani tre le file di Serraj sono in grado di lanciare attacchi suicida che provochino un grande impatto, sconfitta o perdita pesante tra le file dell’LNA, allora questo è un progetto che vale la pena provare. Va sottolineato che l’anziano Al-Gharyani non ha basato la sua fatwa, la legge nel diritto islamico che corrisponde ai responsa del diritto romano, sulle parole del Corano o un racconto della vita del Profeta Maometto, bensì si ispira ai principi della Sharia.

La nuova fatwa di Al-Gharyani invita i giovani di Tripoli e gli estremisti siriani ad immolarsi contro il Libyan National Army (LNA) esattamente come i jihadisti dal 2011 fanno in tutta la Libia, attaccando sedi della polizia e avamposti dell’esercito. L’imam è stato già bandito dall’entrare nel Regno Unito per aver incoraggiato gli estremisti nel 2014 nella presa di Tripoli.

Ghariani è fuggito dal Regno Unito nel mese di agosto dopo che il quotidiano britannico ‘The Guardian” ha rivelato che stava trasmettendo discorsi estremisti ai militanti in Libia dal Regno Unito, attraverso la stazione televisiva libica Tanasuh, con cui invitava i giovani ad unirsi alla milizia islamista guidata da Salah Badi, Libya Dawn, responsabile della distruzione dell’aeroporto internazionale di Tripoli e della fuga dell’ultimo Governo eletto nell’est del Paese.

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