Senussi svela i segreti tra Gheddafi e Sarkozi ai giudici francesi

Di Vanessa Tomassini.

Mohammed Abdullah al-Senussi, ex capo dell’intelligence libica e cognato del colonnello Muammar Gheddafi, ha rivelato questa settimana in un incontro con i giudici francesi a Tripoli i dettagli del finanziamento alla campagna elettorale di Nicholas Sarkozy. A rivelarlo è stato il sito di giornalismo investigativo francese Mediapart che aveva già rilasciato numerosi dettagli sull’ultimo scandalo che ha coinvolto l’ex inquilino dell’Eliseo. Due giudici hanno viaggiato a Tripoli la scorsa settimana per raccogliere le deposizioni di Senussi, come parte dell’inchiesta in corso sui legami finanziari tra Sarkozy e Gheddafi, in particolare nella corsa alle elezioni francesi del 2007. L’ex capo dell’intelligence avrebbe confermato il pagamento in due rate di circa 8 milioni di dollari. Secondo la testimonianza di Senussi, in linea con alcune delle prove già raccolte dagli investigatori, le somme sarebbero state consegnate nel 2006 e come parte dell’accordo, l’ex avvocato e amico del presidente francese Thierry Herzog avrebbe tentato di ribaltare un mandato di arresto internazionale emesso contro Senussi, dopo la sua condanna in absentia da parte di un tribunale di Parigi per aver contribuito all’esplosione del volo UTA772 il 19 settembre 1989. Il McDonnell Douglas DC-10 decollò dall’aeroporto di N’Djamena-Hassan Djamous alle 12:13 UTC, per esplodere 46 minuti dopo sul deserto del Sahara, vicino alle città di Bilma e Ténéré. L’esplosione ed il successivo schianto provocarono la morte di tutti i 156 passeggeri e 14 membri dell’equipaggio, inclusa Bonnie Pough, moglie dell’ambasciatore statunitense in Ciad, Robert Pough. Gli investigatori ottennero una confessione da uno dei presunti terroristi, un individuo dell’opposizione congolese, che aveva contribuito a reclutare un compagno dissidente per portare la bomba sull’aereo. Questa confessione portò alle accuse nei confronti di sei libici, oltre ad Abdullah al-Sanussi: Abd Allah el-Azragh, consigliere presso l’ambasciata libica a Brazzaville, Ibrahim Naeli e Arbas Musbah, esperti di esplosivi dei servizi segreti libici, Issa Shibani, l’agente segreto che aveva acquistato il timer, che avrebbe innescato la bomba ed Abd al-Salam Hammuda, braccio destro di al-Sanussi. Nel 1999, i sei libici sono stati messi sotto processo dalla Corte d’assise di Parigi e, poiché Gheddafi non avrebbe permesso loro l’estradizione verso la Francia, i sei sono stati processati in contumacia e condannati per l’esecuzione dell’attentato. La Libia accettò di risarcire le famiglie delle vittime, tramite un fondo speciale, nel 2004. La causa dell’attentato venne attribuita alla posizione di sostegno al Ciad assunta dalla Francia durante il conflitto armato con la Libia tra il 1978 ed il 1987. Senussi ha riferito ai giudici che “L’avvocato di Sarkozy mi ha visitato con alcune famiglie delle vittime dell’attentato. Dopo di ciò, lo stesso Sarkozy mi ha assicurato che il mio caso sarà risolto in Francia tra dieci mesi”, aggiungendo che l’ex premier francese aveva in seguito ordinato attacchi aerei a casa sua per distruggere prove che potevano implicarlo in futuro. Va ricordato che Sarkozy ha ricevuto Gheddafi a Parigi sul tappeto rosso alla fine del 2007, ha poi ospitato i ribelli libici nel 2011 per poi spingere insieme a Qatar e Stati Uniti per l’intervento NATO, che ha portato alla distruzione della Libia e al depredamento delle sue risorse. Va aggiunto inoltre che l’ex presidente francese non è estraneo a fatti di illecito. Sarkozy sta attualmente affrontando il processo per eccedenze di spesa illecite durante la sua fallita campagna del 2012. Il suo predecessore invece, Jacques Chirac, è stato processato e condannato nel 2011 per aver usato fondi pubblici per mantenere amici politici in finti lavori.

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