Assalto alle donne in un bar a Bengasi

Di Vanessa Tomassini.

La situazione dei diritti umani in Libia continua a destare più di qualche preoccupazione. L’ultimo triste episodio ha visto protagoniste un gruppo di giovani donne che avevano deciso di incontrarsi al “Casa Caffè” nella seconda città più importante della Libia, Bengasi. Secondo quanto raccontato dalle ragazze e dallo staff della caffetteria, le forze di sicurezza del Ministero dell’Interno del Governo provvisorio di Al-Baida, in Cirenaica, avrebbero fatto irruzione nel locale, come in un raid in grande stile, interrompendo il convivio ed arrestando due dei baristi. L’incidente ha destato subito preoccupazione e lo sdegno della comunità internazionale. La Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) lo ha definito in un tweet “un serio indicatore del declino delle libertà individuali in Libia”, ha chiesto l’immediata liberazione dei due baristi detenuti e il diritto delle donne di riunirsi in luoghi pubblici, compresi i caffè. Il Ministero dell’Interno del Governo ad interim, se in un primo momento ha motivato il raid accusando le donne e il locale di “crimini contro la moralità pubblica”, dopo che il fatto è divenuto di dominio pubblico e, soprattutto dopo la presa di posizione di UNSMIL, ha ritirato le accuse cancellando i post dalla pagina Facebook. Il proprietario di Casa Caffè, Nabil Al-Hamali, in difesa delle donne e del suo staff, ha chiesto che le telecamere vengano confiscate perchè è certo che le immagini non contengono alcuna violazione della pubblica morale. L’evento non è unico nella sua specie, diversi cittadini libici scappati all’estero per non riuscire a sostenere le gravi violazioni dei diritti umani nel loro Paese, che abbiamo incontrato a Tunisi, sostengono che fatti come questi sono già accaduti in passato, in particolare nella parte orientale del Paese in cui regnano le severe regole dell’esercito, del tribalismo  e dei gruppi salafiti. Dopo 8 anni dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi, in Libia uomini e donne non possono sedersi insieme allo stesso tavolo di un bar, alle donne non è concesso di entrare allo stadio durante i match e le effusioni in pubblico sono assolutamente vietate da una rigida interpretazione dell’Islam.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: