Agli scontri tra le milizie a Sud di Tripoli si aggiungono le proteste a Tarhouna

Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 alle 02,00

Di Vanessa Tomassini.

Non c’è stata nessuna tregua. Gli sforzi per un cessate il fuoco non hanno portato a niente, forse perchè non ci si può aspettare che degli uomini armati che sfogano la loro rabbia sparando all’impazzata, possano sentire le ragioni della diplomazia. Come già anticipato alla Guardia Presidenziale, al battaglione Nawasi e ai Ribelli di Tripoli, contro la Settima Brigata, si sono aggiunte le forze speciali di deterrenza del Ministero dell’Interno (RADA).

IMG_20180829_144339

Le scaramucce, scoppiate nella periferia sud di Tripoli domenica, si sono trasformate pian piano in una vera e propria guerra che si è estesa fin lungo la strada dell’areoporto, dove le milizie hanno minacciato i serbatoi di petrolio, come confermatoci da un dipendente della Brega Petroleum Marketing Company, che ha una filiale nella zona. Sebbene il consiglio municipale continui a negare, movimenti di mezzi pesanti sono stati registrati da ieri pomeriggio nel vicino centro di Misurata.

IMG_20180828_141542

Dal mattino la Libyan Red Crescent ha organizzato dei corridoi umanitari per evacuare i residenti, tuttavia la portata degli scontri con lancio di granate, ha fatto sì che diverse persone siano rimaste uccise, una famiglia con due bambini avrebbe perso la vita nella zona di Spring Valley, mentre una donna sarebbe stata colpita da un proiettile vagante mentre era in casa propria a Qaser Ben Gasheer. Il bilancio delle vittime secondo l’ospedale da campo di Tripoli è di 26 morti, di cui 15 civili e 75 feriti.

A rendere le cose ancora più difficili nel pomeriggio, in seguito ad un raid aereo, diversi manifestanti sono scesi in strada contro il presidente Fayez al-Serraj. Il collega libico Mohamed Alì dice che l’aviazione del Governo di Accordo Nazionale nega di aver compiuto alcun attacco aereo, ma che i Mirage F-1 hanno solamente compiuto dei voli di perlustrazione. Anche le basi militari di Misurata e Barak al-Shatea hanno negato qualsiasi responsabilità.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: