Manifestazioni nell’Est della Libia mentre proseguono i negoziati

Di Vanessa Tomassini.

Giovedì i giovani di Bengasi ed al-Beida, nell’est del Paese nordafricano, sono scesi in strada per protestare contro il Governo ad Interim. I giovani di al-Beida hanno gridato slogan contro l’assenza delle istituzioni, in particolare per la continua assenza di energia elettrica e la carenza di acqua potabile nell’area della Montagna Verde, nonchè per la mancanza di liquidità, riaffermando il loro sostegno per l’esercito libico.

A Bengasi, i manifestanti hanno chiuso la centralissima Jamal Abel Nasser Street, e si sono radunati di fronte al Tibetsi Hotel, per dire basta alla corruzione e chiedendo risposte concrete ai bisogni della cittadinanza. La regione orientale della Libia è stata soggetta a prolungate interruzioni di energia in seguito al prolungato blocco della produzione petrolifera, per impedire che le entrate del settore venissero utilizzate dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) e dalla Banca Centrale della Libia (BCL) – legittimate dalla comunità internazionale a gestire le risorse del popolo libico – per pagare mercenari, milizie, e finanziare inutili campagne militari.

E’interessante notare che proprio la equa spartizione delle risorse tra le tre regioni della Libia è stata al centro delle trattative del comitato di follow-up internazionale, composto dai Paesi che hanno preso parte alla Conferenza di Berlino organizzata dalla cancelliera Angela Merkel e faciliatata dalle Nazioni Unite lo scorso gennaio 2020. Nei giorni scorsi, si è svolta in Marocco una riunione consultiva delle delegazioni della Camera dei Rappresentanti (HoR), dell’Alto Consiglio di Stato (HCS) per discutere le modalità di elezione, la durata ed altre disposizioni contenute nell’Art.15 dell’Accordo Politico Libico, riguardante l’elezione di un Consiglio Presidenziale e delle massime istituzioni del Paese in seguito alle dichiarazioni del Premier Fayez al-Serraj e del capo del Parlamento Aguila Saleh Issa.

E’ proprio il presidente della Camera dei Rappresentanti su cui la Comunità internazionale punta per raggiungere un accordo con il GNA, malgrado la frammentarietà del tessuto sociale libico che non si riconosce in nessun partito. A tal proposito la rappresentante ad Interim delle Nazioni Unite in Libia e capo dell’Unsmil, Stephanie Williams, ha di recente dichiarato che è necessario aprire il dialogo a più personalità, compresi i sostenitori del precedente regime. Un tentativo di calmare gli animi a Sirte e nel sud della Libia. La città costiera- che ha dato i natali al colonnello Muammar Gheddafi – rappresenta la nuova linea rossa tra le fazioni l’LNA e il GNA e i loro sostenitori stranieri e dovrebbe restare neutrale.

Secondo quanto riferito, un certo numero di combattenti siriani, precedentemente trasferiti dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan in sostegno dei gruppi armati affiliati al GNA di Tripoli, hanno fatto ritorno in Siria via Instanbul, sebbene diverse migliaia sono ancora nel Paese nordafricano. Allo stesso modo, fonti locali riferiscono dell’arrivo di rinforzi da parte dell’LNA nei pressi di Sirte e nelle basi militari orientali.

Giovedì, la Missione Europea Irini ha riferito di aver bloccato ed ispezionato il mercantile Royal Diamond 7 in acque internazionali a circa 150 km a nord della città libica di Derna.

La nave, segnalata dal Panel of Experts dell’Onu per la Libia, è partita dal porto di Sharjah negli Emirati Arabi verso Bengasi in Libia con un cargo di kerosene per aerei, destinato presumibilmente a scopi militari. Tale carburante viene considerato alla stregua di “materiale militare” dall’ONU e quindi trova applicazione la risoluzione 2292 (2016) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull’embargo delle armi verso la Libia, confermata e prorogata dalla risoluzione 2526 (2020). La nave tedesca Hamburg, supportata dalla nave italiana Margottini da cui l’Ammiraglio Ettore Socci – comandante in mare degli assetti assegnati all’Operazione IRINI – ha condotto l’attività, ha impedito al mercantile l’accesso alle acque territoriali libiche e la sta dirottando verso un porto dell’Unione europea per ulteriori verifiche ed indagini.

Intanto il presidente della Camera, Aguila Saleh, ha convocato il primo ministro del governo ad interim, Abdullah Al-Thini, il governatore della banca centrale di Bengasi, Ali Al-Habri, il direttore della compagnia aerea Al-Buraq ei capi delle commissioni specifiche del parlamento per una riunione urgente atta a soddisfare le richieste dei manifestanti nella capoluogo orientale.

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