Ricercatore italiano mette in guardia l’Italia: “schierarsi col GNA e i turchi in Libia un errore gigantesco”

“Secondo fonti attendibili un aereo cargo italiano partito dall’aeroporto di Pisa è atterrato ieri a Misurata. Una ventina di giorni fa ne è arrivato un altro partito da Roma. Segnalati anche C-130 turchi in arrivo a Misurata. Mi auguro che Roma non abbia intenzione di schierarsi assime ai turchi e al GNA. Sarebbe un errore gigantesco”.

Lo ha scritto su suo profilo Facebook il ricercatore italiano Giovanni Giacalone, analista senior presso l’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies all’Università Cattolica di Milano e docente in ambito sicurezza per security manager e forze dell’ordine.

L’analista ha anche criticato le recenti dichiarazioni del Comando degli Stati Uniti in Africa (AFRICOM), sollevando dubbi sul perchè si sia schierato apertamente contro la Russia senza spendere nemmeno una parola sulle migliaia di mercenari e terroristi siriani inviati in Libia dalla Turchia che ora minacciano di realizzare attentati in territorio europeo, dove sarebbero giunti via mare, infiltrandosi tra i migranti.

L’Italia è presente in Libia attraverso l’Ambasciata a Tripoli, l’ospedale da campo di Misurata ed un ufficio che fornisce servizi alla cittadinanza nell’Est del Paese. All’inizio delle operazioni militari del Libyan National Army (LNA) su Tripoli, Roma aveva avviato le procedure per la riapertura del Consolato a Bengasi, rivelando che l’attività diplomatica non si era mai arrestata, malgrado la chiusura del consolato.

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