Una serie di raid aerei colpiscono Um al-Aranib

Di Vanessa Tomassini.

Almeno tre raid aerei hanno preso di mira giovedì sera l’ex progetto della compagnia cinese nel villaggio di Um al-Aranib (o Umm al-Ahrar), 150 km a sud del capoluogo di Sabha, nella Libia meridionale. “L’aeronautica militare ha effettuato tre attacchi aerei contro mercenari dell’opposizione ciadiana in una ex sede del progetto della compagnia cinese locale a Umm al Aranib”, ha spiegato il comando dell’aeronautica di Haftar in una nota.

L’area era stata già target di raid del Comando degli Stati Uniti in Africa (Africom) tra settembre ed ottobre 2019. In una intervista, il membro del Parlamento libico, Mohamed Ajdaied, ci aveva spiegato che nei quartieri nella periferia di Sabha, dove i lavori si sono interrotti nel 2011, si annidano membri e leader di organizzazioni terroristiche da febbraio 2019. “Qui vivono tutte le persone provenienti dall’esterno della Libia: Niger, Chad e Nigeria” ci aveva spiegato il rappresentante del Sud alla Camera, descrivendo Um al-Aranib come uno degli hub dell’immigrazione clandestina, nei traffici gestiti dai ribelli ciadiani, un’espressione spesso usata per indicare gli appartenenti al clan Tebou.

Secondo le prime ricostruzioni, i raid di giovedì sera avrebbero ucciso diversi mercenari e depositi di munizioni, mentre i media pro-Serraj della Fratellanza Musulmana, hanno diffuso immagini di civili uccisi, compresi bambini. Al momento non siamo riusciti a verificare la correttezza di queste informazioni da fonti indipendenti. Va ricordato che un gruppo di uomini armati appartenenti alla regione militare di Sabha del Governo di Accordo Nazionale (GNA) aveva attaccato mercoledì mattina il complesso petrolifero di el-Feel, non è da escludere che i raid di ieri sera abbiano preso di mira resti del gruppo in fuga.

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