Haftar riconquista il giacimento di el-Feel nel sud della Libia

Di Vanessa Tomassini.

Il portavoce dell’esercito nazionale libico, il generale Ahmed al-Mismari, ha dichiarato che i gruppi armati che hanno preso il controllo del campo petrolifero dell’elefante, el-Feel, si sono ritirati verso il progetto agricolo “Tsawa” dopo aver subito un pesante raid aereo che ha preso di mira, diversi loro mezzi e munizioni. Le operazioni militari per il Libyan National Army (LNA) sono state guidate dal comandante Abdulqasim al-Abaji.

L’attacco

Il campo era stato attaccato dalle unità militari delle Guardie delle installazioni petrolifere affiliate all’area militare di Sabha del Governo libico di Accordo Nazionale, sotto la guida del colonnello Hassan Moussa, a capo della coalizione di gruppi armati locali, South Protection Force, che intorno alle 9,00 di questa mattina ne rivendicava il controllo attraverso i social networks. Il gruppo ha anche pubblicato su Facebook un video, dove alcuni uomini armati festeggiavano l’impresa, cantando “Jufra, Jufra, Jufra…”. Una probabile minaccia di attacco alla base militare dell’LNA nella regione meridionale.

Le prime reazioni di NOC

La National Oil Corporation (NOC), un’ora dopo la rivendicazione da parte della South Protection Force, ha confermato la presenza di attività militari nell’area di el-Feel, smentendo le notizie che riferivano di danni alle strutture o vittime. In un primo momento, il presidente della NOC, Mustafa Sanalla ha chiesto ai combattenti di interrompere le operazioni sottolineando che “la nostra priorità è la sicurezza del nostro staff. Qualsiasi escalation in violenza potrebbe portare all’evacuazione dello staff e una sospensione della produzione”.

NOC chiude la produzione di el-Feel

Intorno alle 15,00 NOC chiude la produzione nel giacimento petrolifero di el-Feel a causa delle attività militari in corso nell’area. Il presidente Mustafa Sanalla ha confermato, pubblicando immagini video su Twitter che “ci sono stati attacchi aerei alle porte del giacimento petrolifero di el-Feel e all’interno di un complesso residenziale, nel campo utilizzato dal personale di NOC. Il personale della NOC sul campo è protetto in aree sicure, ma non può riprendere le normali attività. La produzione rimarrà chiusa fino a quando cesserà l’operazione militare e tutto il personale armato si ritirerà dall’area operativa della NOC”.

La riconquista

Ahmed al-Mismari, portavoce dell’esercito sotto il comando generale di Khalifa Haftar, ha spiegato che gli aerei dell’aeronautica dopo i raid stanno sorvolando l’area, mentre i rinforzi militari sono arrivati ​​intorno al campo, entrando in uno scontro diretto con il nemico. Le immagini diffuse sui social network mostravano dense nuvole di fumo nero attribuite al bombardamento di mezzi appartenenti al gruppo in fuga di Hassan Moussa della regione militare di Sabha del Governo guidato da Fayez al-Serraj.

La condanna di UNSMIL

In questo contesto, la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha espresso gravi preoccupazioni per la violenza nel giacimento petrolifero di el-Feel, che minaccia la sicurezza del personale NOC e ha portato alla chiusura della sua produzione di 75.000 barili al giorno. L’UNSMIL – si legge in una nota – si unisce alla National Oil Company (NOC) nel chiedere l’immediata cessazione delle operazioni militari vicino ai giacimenti petroliferi, per proteggere il personale civile e le infrastrutture petrolifere. La Missione ribadisce che le risorse naturali della Libia appartengono a tutti i libici e non possono diventare un elemento dell’attuale conflitto. L’ostruzione della produzione petroliferà influenzerà tutti i libici in tutto il paese e aumenterà la loro sofferenza. La Missione ha sottolineato, inoltre, che le infrastrutture e le strutture petrolifere della Libia dovrebbero rimanere sotto il controllo esclusivo della NOC come stabilito dalle risoluzioni ONU.

Informazioni sul campo di el-Feel

  • Il campo petrolifero dell’elefante, meglio noto come el-Feel, è il terzo giacimento petrolifero per grandezza, situato a terra, nel bacino di Murzuq, nel sud-ovest della Libia, presso la concessione 174;
  • Contiene oltre 1,2 miliardi di barili di riserve;
  • È gestito da Mellitah Oil e Gas, una joint venture tra la National Oil Corporation (NOC) e la società italiana Eni;
  • È stato scoperto nel 1991 da un consorzio commerciale guidato dalla società britannica Asmo, l’italiana Eni e altre cinque società coreane;
  • La produzione è iniziata nel 2004 con circa diecimila barili al giorno e poi è salita a 125.700 barili nel 2010. La produzione attuale si aggira intorno ai 75.000 barili al giorno;
  • Il 3 aprile 2008, la società italiana Eni ha concesso alla società russa Promgaz una terza partecipazione nel campo dell’elefante in Libia;
  • La sua produzione viene trasportata attraverso una conduttura di 30 pollici di diametro e 750 chilometri di lunghezza al complesso di Mellita.
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