La guerra a Tripoli prosegue

Di Ali Ahmed.

Tripoli, 15 luglio 2019 -La guerra in e intorno alla capitale libica prosegue senza tregua dal 4 aprile. Delle centinaia di migliaia di sfollati e feriti si parla sempre meno, ma resta invece l’ossessione europea per i migranti. Il Libyan National Army (LNA) guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar prosegue risoluto la sua battaglia contro le milizie e i criminali che tengono ostaggio la capitale Tripoli dal 2014. Bombardamenti aerei e feroci combattimenti si sono concentrati da venerdì nelle aree di Ain Zara, Wadi al-Rabie, e Gharian. Un uomo sarebbe stato ucciso ad Ain Zara, dopo che un raid aereo ha colpito la sua abitazione nei pressi della moschea. Il generale Khaled al-Mahjoub, a capo della Guida morale delle forze armate lbiche, ha confermato che l’LNA ha concentrato i suoi sforzi nell’area della valle della primavera e Khallet al Furjan, e che le forze armate sono sempre più vicine al loro obiettivo. Nostre fonti riferiscono che gruppi di residenti a Tripoli si starebbero mobilitando per supportare l’ingresso dell’esercito, alcuni manifestanti avrebbero anche chiuso il tratto della strada costiera, al Shaht, nella notte. Dall’altra parte, i gruppi di Sirte e Misurata rifiutano la definizione di milizie, seppur restano schierati con ricercati internazionali ed elementi estremisti. Prosegue inoltre lo scambio di accuse tra le due fazioni su chi ha ricevuto o meno supporto esterno. Per gli islamisti del Governo di Accordo Nazionale, l’LNA avrebbe ricevuto supporto e missili da Francia, Emirati ed Egitto, mentre le milizie continuano a ricevere grossi quantitativi di armi ed equipaggiamenti dalla Turchia.

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