Turchia in Libia, nemico ufficiale dell’esercito libico

Di Vanessa Tomassini.

Le spedizioni di armi dai porti turchi alle milizie di Tripoli non si sono mai interrotte dal 2011. Prima contro il governo del colonnello Muammar Gheddafi, oggi gli armamenti turchi arrivano, dietro compenso del Governo di Accordo Nazionale, contro il Libyan National Army (LNA) del maresciallo Khalifa Haftar. Dopo le ultime spedizioni giunte ai porti di Tripoli, Misurata ed al-Khums, il portavoce delle forze armate Ahmed al-Mismari ha avvertito il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan che l’esercito avrebbe preso di mira gli obiettivi turchi come risposta all’interferenza del suo Paese negli affari interni libici. Il ministro della Difesa turco, Khulosi Akkar, da parte sua, ha promesso una risposta forte ed efficace da Ankara se l’LNA oserà compiere atti ostili contro la Turchia in Libia. Il commento arriva a margine del vertice del G20 ad Osaka, in Giappone. Akkar ha sottolineato che la Turchia contribuisce esclusivamente alla costruzione di pace e stabilità in Libia e nella regione. A tal proposito vale la pena richiamare un documento del gruppo degli esperti delle Nazioni Unite che testimoniava nel 2017, l’arrivo di armi e materiale esplosivo, che da Misurata sarebbe giunto ai terroristi del Consiglio della Shura di Derna e Bengasi.

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Due dei 4 missili “Javelin”

Intanto a Tripoli, dopo l’uscita dell’LNA dalla città di Gharian il 26 giugno, i gruppi armati del premier Fayez al-Serraj hanno denunciato il ritrovamento di 4 razzi “Javelin” di fabbricazione americana. Si tratta di un’arma militare utilizzata in caso di attacco contro mezzi blindati, carri armati ed elicotteri a bassa quota considerando che il raggio d’azione è di circa 2–3 km. Secondo le ricostruzioni dei media islamisti o pro Serraj, i missili sarebbero stati forniti direttamente dagli Emirati Arabi Uniti (EAU), o dagli stessi, attraverso l’esercito egiziano. Il supporto emiratino ed egiziano all’LNA contro il terrorismo è noto da tempo, tuttavia va precisato che le autorità degli EAU hanno negato nei giorni scorsi una loro eventuale richiesta al feldmaresciallo Haftar di entrare a Tripoli.

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