Centri di detenzione migranti militarizzati dalle milizie in Tripoli diventano un target

Charlie Yaxley, portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite per l’Africa ed il Mediterraneo – Libia, ha detto che è inaccettabile che i centri di detenzione migranti in Tripoli vengano usati per immagazzinare armi ed equipaggiamenti militari. “Questo li rende un obiettivo per gli attacchi – ha spiegato in un tweet – mettendo in grande pericolo le vite di coloro che sono al loro interno”. Secondo il portavoce questo rappresenta una violazione del diritto umanitario internazionale e deve finire.

Screenshot_20190509-091505_Twitter
L’UNHCR ha chiesto che rifugiati e migranti nei centri di detenzione nelle aree di conflitto di Tripoli vengano immediatamente evacuati in sicurezza, dopo che un attacco aereo ha colpito un bersaglio a meno di 100 metri dal centro di detenzione di Tajoura, dove oltre 500 rifugiati e migranti sono detenuti. Più di 500 persone sono attualmente detenute a Tajoura, due delle quali sono rimaste ferite e hanno richiesto assistenza medica. Quando le ostilità si sono intensificate fino a tarda notte, rifugiati e migranti sono rimasti intrappolati all’interno e impossibilitati a fuggire. Viste le continue violenze a Tripoli e il chiaro rischio per le loro vite, è ora più che mai urgente che i responsabili di questi centri consentano il rilascio immediato di persone trattenute, in modo che possano essere spostate in sicurezza. “I rischi sono semplicemente inaccettabili a questo punto”, ha affermato Vincent Cochetel, inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale. “Le persone all’interno dei centri di detenzione di Tripoli si trovano ad affrontare pericoli sempre crescenti, rendendo fondamentale che li spostiamo immediatamente dalla strada del pericolo”. Dall’inizio del conflitto a Tripoli lo scorso 4 aprile, l’UNHCR ha trasferito oltre 1.200 persone da luoghi ad alto rischio a zone più sicure. Tuttavia, circa 3.460 rifugiati e migranti rimangono nei centri di detenzione vicino alle aree colpite dal conflitto.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: