Il parlamento libico condanna il reclutamento di mercernari da parte di Serraj

Di Vanessa Tomassini.

La cattura di Jimmy Reis, o Jimmy Reese, il pilota straniero catturato dal Libyan National Army dopo l’abbattimento di un Mirage F1 appartentente all’aviazione del Governo di Accordo Nazionale, più esattamente al Misurata Air College, ha creato non pochi imbarazzi al Consiglio presidenziale impegnato in una visita in pompa magna in Europa, alla disperata ricerca di sostegno e conferme. Dopo le evidenze sulla complicità tra i gruppi di Serraj e gruppi estremisti, il premier del governo delle milizie deve ora fare i conti anche con l’accusa di reclutare mercenari stranieri con i soldi libici. In un comunicato, diffuso oggi, la Commissione Difesa e Sicurezza Nazionale della Camera dei Rappresentati – il parlamento libico con base a Tobruk – ha condannato con la massima fermezza la scelta del Governo di Accordo Nazionale, guidato da Fayez al Serraj, di assumere piloti mercenari stranieri che vengono utilizzati per bombrdare la sicurezza dei civili nelle città libiche, pagandoli col denaro del popolo libico. La commissione ha ricordato il diritto internazionale contro il reclutamento, l’uso, il finanziamento e la formazione  di mercenari, in particolare la Risoluzione adottata dalle Nazioni Unite il 4 dicembre 1989 (RES/A/34/44) entrata in vigore il 20 ottobre 2001, nonché la Convenzione regionale dell’Unione africana adottata a Libreville il 3 luglio 1977 ed entrata in vigore nell’aprile 1985 per l’eliminazione del mercenarismo in Africa. La Camera ha anche citato l’articolo 47 del Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati che afferma che “un mercenario non ha diritto allo statuto di combattente o di prigioniero di guerra”, precisando che “con il termine «mercenario» si intende ogni persona che sia appositamente reclutata, localmente o all’estero, per combattere in un conflitto armato;
che di fatto prenda parte diretta alle ostilità; che prenda parte alle ostilità spinta dal desiderio di ottenere un profitto personale, e alla quale sia stata effettivamente promessa, da una Parte in conflitto, o a suo nome, una remunerazione materiale
nettamente superiore a quella promessa o corrisposta ai combattenti aventi rango e funzioni similari nelle forze armate di detta Parte; che non sia cittadino di una Parte in conflitto, né residente di un territorio controllato da una Parte in conflitto; che non sia membro delle forze armate di una Parte in conflitto; e che non sia stato inviato da uno Stato non Parte nel conflitto in missione ufficiale quale membro delle forze armate di
detto Stato”. Descrizione, che almeno per il momento calzerebbe a pennello al giovane pilota che ha affermato di provenire dal Portogallo,  di avere 29 anni e di lavorare per Alhadi, probabilmente un ufficiale del Misurata Air College, già coinvolto in una storia simile nel 2016 quando il pilota Joe Horta morì dopo un raid aereo contro Daesh nei pressi di Sirte. Il parlamento libico ha fatto appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di fare luce su questi crimini di guerra, oltre a chiedere la revoca della legittimità internazionale nei confronti del Consiglio presidenziale coinvolto nell’ingaggio di mercenari per uccidere il popolo libico, usando l’aviazione e bombardamenti aerei.

HoR

 

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