Pilota catturato: “lavoro per Alhadi”. Ecco chi potrebbe essere a dare ordini al mercenario

Di Vanessa Tomassini.

Il pilota straniero, catturato martedì, ha rivelato agli uomini del Libyan National Army dettagli importanti sul suo lavoro in Libia. Il giovane, apparso in alcuni video palesemente spaventato, dopo l’abbattimento del Mirage F1 di cui era alla guida, ha affermato di essere lì per distruggere strade e ponti e di essere stato assunto da un certo Alhadi, di cui non ricorda il cognome. L’aereo da guerra in questione è decollato dalla base militare di Misurata, dove è presente l’Air College, l’aviazione sotto il comando del premier del Governo di Accordo Nazionale, Fayez al-Serraj.

Dopo accurate ricerche, abbiamo constatato che un precedente rapporto degli esperti delle Nazioni Unite individua il colonnello ingegnere Alhadi Ali Maklouf, come responsabile della pianificazione del Mir-F1, nonchè comandante degli affari tecnici all’accademia misuratina. Il rapporto, rilasciato il 1 giugno 2017, mostra un contratto firmato da Alhadi in qualità di rappresentante dell’Air College con un gruppo di ingegneri dell’Equador, fornito dalla società con sede in Giordania “Gateway to MENA for Logistics Services”, che a sua volta aveva ammesso di aver “fornito alcuni servizi al Governo di Accordo Nazionale”. Le indagini, che avevano dimostrato pagamenti fino a 20 mila euro mensili per i piloti, erano scattate dopo che un cittadino anche allora portoghese, ma residente in Germania, era morto il 2 giugno 2016 in seguito ad un raid aereo contro l’ISIL a Sirte.

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Al momento, al contrario di quanto affermato da alcune pagine false riconducibili alla Fratellanza Musulmana che cerca di deviare la veridicità dell’informazione sui social network, Eunavfor Med operazione Sophia smentisce qualsiasi rapporto con il pilota catturato nell’area di Al-Hira, a nord di Gharian.

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