Allarme terrorismo. Il Ministero dell’Interno libico bacchetta l’Ambasciata USA

Di Vanessa Tomassini.

Venerdì l’Ambasciata degli Stati Uniti in Libia con sede a Tunisi ha diramato un messaggio di allerta per un imminente attacco terroristico diretto contro le istituzioni governative nella capitale libica, Tripoli. Il comunicato parla di un imminente attacco a un’istituzione nazionale vitale a Tripoli sabato 23 marzo 2019, citando “rapporti open source”, ossia media locali ripresi anche da alcune agenzie italiane, che riferivano dell’area dell’ufficio postale centrale su Zawiyah Street era stata isolata dopo la scoperta di ordigni esplosivi improvvisati (IED). In serata a smentire l’ambasciata, e le voci circolate sui media, ci ha pensato direttamente il Ministero dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale, il quale ha affermato che le indagini preliminari hanno rivelato che all’interno dei pacchi sospetti non è stato rinvenuto materiale esplosivo. Il Ministero ha fatto notare di aver attivato immediatamente le procedure necessarie per proteggere la sede delle Poste, nonchè tutte le strutture vitali a Tripoli.

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La dichiarazione ha inoltre fatto appello alle ambasciate straniere affinchè non facciano affidamento sui media e sulle fonti non ufficiali per valutare le informazioni sulla sicurezza, invitandole ad attendere le dichiarazioni ufficiali del Ministero per fare luce sulla questione. Molti libici hanno visto la dichiarazione USA come l’ennesimo tentativo esterno di destabilizzare la già precaria situazione in Libi,a prima della Conferenza nazionale, soprattutto perchè giunge a pochi giorni dalla visita del Comando Africom atterrato a Tripoli a bordo di due veivoli militari che hanno sorvolato i cieli della capitale libica. A rendere ancora più imbarazzante la situazione il dubbio che i pacchi sospetti possano essere una fabbricazione della stessa milizia che tiene ostaggio la capitale con l’uso della forza e delle armi e che ha sede proprio nel complesso delle Poste e delle comunicazioni. Il gruppo armato starebbe tentando di presentarsi come salvatore della patria, guarda caso proprio nei giorni in cui il Consiglio presidenziale sta approvando il budget finanziario 2019. 

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