Dettagli dell’incontro tra Haftar e Salamé

Di Ali Ahmed.

Durante la sua visita iniziata lunedì a Bengasi, il rappresentante speciale dell’Onu e capo della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), Ghassan Salamè, ha avuto un lungo e cordiale incontro con il capo del Libyan National Army (LNA), Khalifa Haftar. I due hanno avuto modo di confrontarsi sui temi più caldi del complesso fascicolo libico. Tra questi, la situazione dell’ormai liberata Derna, ultima roccaforte di Daesh ed al-Qaeda in Libia, la situazione nella Libia meridionale, gli ultimi sviluppi politici, l’applicazione del diritto internazionale e la preparazione del Forum nazionale. Secondo fonti vicine al federmaresciallo, sembra che ci sia un accordo tra Haftar ed il capo del Consiglio presidenziale del Governo di Tripoli, Fayez al-Serraj, per quanto concerne la liberazione della Libia meridionale dai terroristi e dai gruppi criminali.  Tuttavia, quando la coalizione LNA ha preso il controllo dei giacimenti petroliferi, il premier si sarebbe preoccupato del fatto che il maresciallo possa non rispettare i patti, rilasciando dichiarazioni che non hanno avuto alcun seguito, ma che hanno lasciato intravedere una nuova contrapposizione tra Italia e Francia. Va ricordato che, sia Haftar che il premier Serraj, si sono recati a Roma poche settimane prima dell’inizio delle operazioni dell’esercito nella Libia meridionale, successivamente alla conferenza di Palermo organizzata dal Governo italiano. L’idea di una nuova “guerra” tra Italia e Francia è stata alimentata, non solo dai media vicini al Governo di Tripoli, ma anche dalla recente crisi diplomatica tra Roma e l’Eliseo, che ha comportato il richiamo in patria dell’ambasciatore francese. In questo contesto, si collocano le dichiarazioni di ieri dell’inviato turco in Libia, Emrullah İşler, che ha affermato che i tentativi di Haftar di conquistare il paese attraverso le operazioni militari lanciate di recente nel sud sono una violazione dell’accordo politico firmato a Skhirat. “Le forze di Haftar hanno facilmente eliminato gli avversari grazie al supporto aereo dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti”, ha detto İşler all’Anadolu News Agency, dimenticando tuttavia di citare la Francia. L’inviato dello Stato islamico di Erdogan si è vantato del fatto che il suo paese resta equidistante da tutte le parti, sottolineando che la soluzione alla crisi deve avvenire attraverso il dialogo lontano dagli interventi esterni. La visita tra Salamé ed Haftar si è svolta nel quartier generale dell’LNA a Rajmeh dopo l’arrivo della delegazione Onu all’areoporto di Benina, a Bengasi. Va ricordato che le agenzie delle Nazioni Unite si stanno preparando ad aprire i loro uffici nella città orientale.

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