Il tribunale militare di Bengasi ferma l’arresto del Maggior Mahmoud al-Werfalli

Di Vanessa Tomassini.

Il tribunale militare di Bengasi ha deciso di fermare il mandato di arresto e consegna del Maggior Mahmoud Al-Werfalli, accusato di crimini di guerra e diverse esecuzioni extragiudiziali. Il tribunale ha anche ordinato il rilascio del blogger Mohammed Ghali, che il 23 luglio 2017, ha caricato sui Social Network il video che mostrava l’esecuzione di venti individui che sono, secondo la descrizione, “terroristi riconosciuti colpevoli di rapimenti, torture, uccisioni, bombardamenti e massacri” e membri dell’autoproclamato stato islamico. Werfalli è visibile nel video mentre da l’ordine di eseguire il gruppo di venti individui. Nell’agosto 2017, la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso il suo primo mandato di arresto, basato esclusivamente su prove recuperate sui social media. Il mandato d’arresto accusa Mahmoud Mustafa Busayf Al-Werfalli, comandante della Brigata Al-Saiqa dell’esercito nazionale libico (LNA), di esecuzioni di massa a Bengasi o nei pressi di esso. In particolare, secondo la Corte Internazionale di Giustizia, nel video caricato da Ghali, il maggior Al-Werfalli legge un documento bianco e fa riferimento a una “decisione del decreto”, che “deve essere eseguita oggi, 17 luglio 2017”. La prima parte del video mostra l’esecuzione di diciotto persone al mattino, e la seconda, quella di altre due persone, probabilmente il pomeriggio dello stesso giorno. Il blogger libico ha caricato inoltre altri due video, girati tra il 12 e il 14 giugno, che mostrano un gruppo di persone, tra cui Al-Werfalli e quelli che sembrano essere i soldati della sua unità, scavare un gran numero di munizioni e armi, sepolto dai terroristi, con un bulldozer. È interessante notare che la CPI ha chiesto più volte alle autorità libiche di consegnare il maggiore Mahmoud Al-Werfalli  senza successo e di permettere al blogger di testimoniare sul caso all’Aja.

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