La Libia recupera la nave “Badr” dalla Bulgaria

Di Ali Ahmed.

Il ministero degli Esteri del Governo di Accordo Nazionale ha dichiarato questa mattina di essere in grado di recuperare la petroliera libica Badr, sequestrata alla fine di novembre in Bulgaria nel porto di Burgas per un caso di risarcimento contro la Libia presentata da una società bulgara, per fatti risalenti ai primi anni Novanta. Secondo l’ufficio informazioni del Ministero degli Affari Esteri a Tripoli, il governo panamense ha impartito istruzioni alla marina commerciale di annullare il permesso temporaneo ottenuto dai dirottatori di utilizzare la petroliera Badr dopo essersi assicurato che i documenti non fossero corretti. Due giorni fa, infatti, le autorità hanno constatato che la compagnia bulgara che ha preso il controllo della nave ha emesso un registro contraffatto per navigare nelle acque internazionali dopo aver saputo che si stava avvicinando una sentenza della corte bulgara. Il capo dei porti e l’Autorità per i trasporti marittimi, Omar Al-Jawashi, ha annunciato ieri di aver parlato con le autorità di Panama, le quali hanno confermato “la distruzione della falsa registrazione della nave sotto la compagnia bulgara, così la Libia può recuperarla”.  Secondo le autorità libiche, la petroliera era sotto processo di pirateria dopo che le autorità bulgare avrebbero falsificato i documenti della nave cisterna, cambiandone nome e bandiera nello Stato di Panama. La Corte suprema amministrativa in Bulgaria ha emesso una sentenza il 21 dicembre, che ordinava il rilascio della petroliera Badr e la riconsegna al legittimo proprietario, la National Maritime Transport Company

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