Le milizie condannano l’attentato e il Governo chiede la rimozione dell’embargo

Di Vanessa Tomassini.

La Brigata dei Rivoluzionari di Tripoli, guidata da Haytham al-Tajouri, ha annunciato in una dichiarazione la morte di uno dei suoi uomini nell’attacco al quartier generale del Ministero degli Esteri a Tripoli. Rahman Al-Mazouji, questo il nome del componente della Brigata, sarebbe stato ucciso all’ingresso dei locali dai jihadisti. Il battaglione, ancora affiliato al Ministero dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale, ha espresso condoglianze per le famiglie delle vittime e si è detto pronto a perseguire i responsabili. Nello stesso contesto, nel pomeriggio è arrivata la condanna delle Forze Speciali di Deterrenza, RADA, confermando il loro pieno impegno nella lotta contro il terrorismo. Nell’attacco sono morte 3 persone, di cui un impiegato e un agente di sicurezza, mentre sarebbero almeno 18 i feriti. Da parte sua, il ministro dell’Interno, Fathi Pashagha, ha affermato che l’attacco è stato eseguito da un gruppo di uomini armati, dei quali secondo testimoni e le indagini preliminari, 3 individui avrebbero la pelle scura. In una conferenza stampa, dopo il sopralluogo ai luoghi dell’attentato, il ministro degli Esteri Mohammed Siala ha colto l’occasione per esercitare ulteriore pressione sulla comunità internazionale affinché revochi parzialmente l’embargo sulle armi verso la Libia. “Quello che è successo oggi è un messaggio alla comunità internazionale per rispondere alle richieste della Libia al comitato delle sanzioni, per la concessione di esenzioni alla fornitura di alcuni tipi di armi utili nel contrasto al terrorismo”, insistendo sulla richiesta di revocare almeno parzialmente l’embargo sulle armi. “Le disposizioni sulla sicurezza non possono essere attuate senza sollevare l’embargo”. Ha affermato Siala, precisando che quanto accaduto al suo ministero sarebbe potuto succedere in qualsiasi capitale del mondo.

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