Alto Consiglio di Stato critica la Camera dei Rappresentanti

Di Vanessa Tomassini.

L’Alto Consiglio di Stato ha criticato la Camera dei Rappresentanti per aver violato l’articolo 12 delle disposizioni aggiuntive dell’Accordo Politico nell’adottare la legge sul referendum, nonchè l’articolo 23 dello stesso accordo, che sanciscono la necessità di consenso tra l’Alto Consiglio e la Camera dei Rappresentanti nell’emissione della legge costituzionale. Inoltre il Consiglio sostiene in una dichiarazione rilasciata venerdì che l’approvazione della legge sul referendum avrebbe violato l’articolo 30, paragrafo 12, della Dichiarazione costituzionale perchè evidentemente il consenso, che sembrava essere stato raggiunto, non c’era. La nota arriva dopo la conferenza stampa del presidente dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale, Emad Al-Sayeh, il quale ha annunciato che il referendum si terrà entro la fine di febbraio 2019, approvando la legge referendaria mentre era ancora in fase di deliberazione. A queste perplessità si aggiunge un attacco sui social media al presidente della Camera, Aguila Saleh Issa, accusato di ostacolare la Conferenza Nazionale in programma agli inizi del prossimo anno, da parte del membro dell’Alto Consiglio di Stato, Abdul-Rahman Al-Shater. L’organo legislativo libico, guidato dal presidente Khaled al-Meshri, non è nuovo a questi giochetti, già in passato era stato pubblicamente criticato insieme al parlamento di Tobruk, verso il quale ora punta il dito, dal rappresentante speciale della Missione delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), Ghassan Salamè, per ostacolare con ogni mezzo il lavoro del Consiglio presidenziale di Fayez al-Serraj senza offrire alcuna valida alternativa.

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