Tripoli. Il Consiglio presidenziale verifica i danni dell’assalto di domenica

Di Ali Ahmed.

E’ tornata la calma nel quartier generale del Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale,  supportato dalle Nazioni Unite, dopo che domenica diverse dozzine di manifestanti hanno fatto irruzione negli uffici, danneggiando parte del recinto esterno. Gran parte dei protestatori chiedevano trattamenti medici e bonus per essere stati feriti nel 2014 durante i combattimenti dell’operazione Fajr Libia, alba Libia letteralmente, guidata dall’islamista di Misurata Salah Badi, recentemente inserito tra le polemiche nelle liste sanzionatorie dal Consiglio di Sicurezza Onu.

La rivolta è avvenuta nel momento in cui Fayez al-Serraj, il ministro degli Esteri Mohammed Siala ed il Governatore della Banca Centrale Saddiq al-Qabir erano in visita ufficiale in Giordania. I manifestanti si sono ritirati dopo qualche ora, quando i vice di Serraj, Ahmed Maeteeq ed Abdelsalam Kajman, hanno ascoltato le loro richieste. Il Consiglio ha constatato che la sede ha riportato solamente qualche danno all’ingresso. E’ opportuno ricordare questo accade in un particolare momento di transizione per il Governo libico, in cui l’Alto Consiglio di Stato e la Camera dei Rappresentanti stanno decidendo i candidati per riformare il gabinetto di presidenza.

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