Stretta di mano tra Haftar e Serraj

Di Vanessa Tomassini.

Palermo, 13 Novembre 2018 – Sta giungendo al termine la conferenza di Palermo per la Libia, con la Libia. Malgrado i giornalisti italiani, sulla scia di quelli internazionali, abbiano detto e scritto di tutto, il Governo italiano può raccogliere ora i frutti di settimane di preparazione frenatiche e di incessante lavoro. L’evento ha riunito in Sicilia 37 tra capi di Stato e ministri di paesi stranieri, i 4 attori principali libici, le delegazioni e rappresentanze di alcune minoranze, nonchè della società civile. Non è passata inosservata la presenza, tra i tanti, del primo ministro russo Dmitri Medvedev, il presidente dell’Egitto Al Sisi, il presidente della Tunisia Essebsi, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il ministro degli Esteri francese Le Drian, il premier algerino Ouyahia, l’Alto Rappresentante UE Mogherini e l’inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamè, accompagnato dalla sua vice Stephanie Williams. Quello che sarà celebrato come un successo, è senza dubbio l’ennesima stretta di mano tra il primo ministro del Governo di Tripoli, Fayez al-Serraj, ed il capo supremo dell’esercito orientale, Khalifa Haftar.

Nel corso dell’incontro nel capoluogo siciliano, a margine della conferenza per la Libia, i due leader si sono stretti la mano di fronte al sorridente presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha tutte le ragioni per essere soddisfatto. Le delegazioni di Camera, Alto Consiglio, esercito e Consiglio presidenziale infatti si sono sedute intorno allo stesso tavolo in modo civile e costruttivo per affrontare, sotto l’egida guida delle Nazioni Unite, le questioni economiche, politiche e di sicurezza che dovranno affontare una volta tornati a casa. In attesa di conoscere i risultati della due giorni, si sta già pensando ai vantaggi che l’Italia trarrà da tanto impegno non solo a livello diplomatico, ma probabilmente anche a vantaggio del tanto discusso decreto sicurezza.

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