Serraj in collegamento con New York: “Comunità Internazionale deve essere unita nella crisi libica”

Il presidente del Consiglio del Governo di Accordo Nazionale, Fayez Al-Sarraj, ha invitato la comunità internazionale a prendere misure urgenti ed efficaci per proteggere i civili a Tripoli che sono soggetti a gravi violazioni che mettono in pericolo le loro vite, durante un intervento alla riunione ministeriale sulla Libia, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Serraj ha spiegato, all’inizio del suo discorso, che la stabilizzazione della Libia si riflette sulla sicurezza e stabilità dell’intera regione.

“La Libia è in una fase critica dal punto di vista politico, della sicurezza ed economicamente, sebbene siamo stati pazienti sulle differenze, le carenze e gli ostacoli politici, non possiamo tergiversare sulla questione della sicurezza, con le vite dei civili e le loro proprietà private e pubbliche che sono divenute oggetto di attacchi armati”. Ha detto il premier, invitando la comunità internazionale a tradurre i suoi sentimenti di empatia verso le sofferenze del popolo libico in azioni concrete sul terreno”. Il presidente Serraj ha chiesto per l’ennesima volta che la Comunità Internazionale si esprima ed agisca sotto un’unica voce nella crisi libica, fermando gli interventi negativi di alcuni paesi che favoriscono questo partito o quello, sottolineando che gli oppositori del processo democratico sfruttano la contraddizione di queste posizioni per mantenere la situazione al servizio di interessi ristretti, senza tener conto della sofferenza dei cittadini.

Il Presidente ha ribadito che la situazione attuale richiede alla comunità internazionale di adottare una posizione ferma ed unita nei confronti di coloro che non hanno risposto alla nostra ripetuta chiamata per fermare l’escalation di violenza, osservando che è anche necessario ritenerli responsabili dell’ostacolo al processo democratico, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e le raccomandazioni della missione ONU.  “E’ necessario perseguire chi sta spingendo il paese nel caos, siano gruppi, fazioni o individui non fa differenza, come non c’è differenza dal dovere di proteggere i civili nel 2011 e proteggerli nel 2018” ha detto Fayez al-Serraj.
Il Presidente ha sottolineato l’impegno del Consiglio presidenziale per il successo del processo democratico, nonostante la difficoltà delle circostanze, non si allontanerà mai dalle sue posizioni nazionali, assumendosi la piena responsabilità della stabilità del paese.

Inoltre ha detto che il Consiglio presidenziale è ben consapevole della natura delle necessarie riforme a livello politico, militare, di sicurezza ed economico e si impegna a raggiungerle sul campo nonostante gli ostacoli posti da alcune parti. Ha fatto riferimento a ciò che è stato recentemente adottato nel cammino della riforma pubblica. “Una serie di passi e azioni saranno raggiunte successivamente, a Dio piacendo”. Ha parlato delle misure di sicurezza messe in atto in cooperazione con la missione delle Nazioni Unite, sottolineando che il ritardo nella loro attuazione è dovuto alla mancanza di un efficace sostegno internazionale. Il presidente ha anche ricordato nel suo intervento l’adozione del programma di riforma economica, dopo intense consultazioni con la Banca Centrale e il consiglio di amministrazione per alleviare le sofferenze dei cittadini.

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Riunione ministeriale sulla Libia, a margine dell’Assemblea Generale ONU, New York, 24 settembre 2018

A livello politico, ha sottolineato di non aver abbandonato l’opzione elettorale annunciata più di un anno fa e inclusa nell’iniziativa dell’inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamé ed è stata concordata durante una serie di incontri internazionali in modo che si tengano elezioni parlamentari e presidenziali simultanee sotto una solida base costituzionale per separare la lotta per il potere e porre fine alle fasi di transizione, giungendo così ad una fase stabile e duratura. In tale contesto, ha detto che il suo governo ha fornito tutti i requisiti necessari alla Commissione elettorale, nonchè per la creazione di condizioni  eque e trasparenti, sotto la supervisione delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali competenti. In tale contesto, il presidente ha espresso il suo profondo rammarico per la posizione della Camera dei Rappresentanti, che non ha rispettato la sua promessa di istituire la norma costituzionale richiesta per le elezioni, né ha adempito ai suoi doveri in campo delle riforme. “Questo consiglio è ancora assente ed estraneo a ciò che sta accadendo nel paese”. Serraj ha annunciato nel suo discorso che il processo democratico non sarà tenuto in ostaggio alla Camera dei Rappresentanti. Il Consiglio Presidenziale ricorrerà ad alternative che gli consentiranno di tenere le elezioni e consentire al popolo di scegliere i suoi rappresentanti, ponendo fine a questa fase.

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