Tripoli. La Commissione Nazionale per i Diritti Umani denuncia gravi violazioni contro i civili durante il conflitto

Di Vanessa Tomassini.

La Commissione Nazionale libica per i Diritti Umani (NHRC) ha espresso in un comunicato la sua condanna per la continuazione degli scontri nel sud-ovest di Tripoli, nelle aree di Salah ad Din, Khallet al-Furjan, Wadi al-Rabi’a ed Ain Zara dove sono stati commessi ulteriori crimini e violazioni contro i civili e le loro proprietà, in seguito al mancato rispetto del cessate il fuoco. Il comitato ha denunciato rapine a mano armata, saccheggi, ed utilizzo di proprietà private come piattaforme di guerra da parte dei gruppi armati che definisce “organizzazioni criminali”.

Ha anche condannato il fatto che le parti in conflitto siano rimaste nei quartieri residenziali, mettendo in pericolo la vita e la sicurezza dei civili. “La Commissione Nazionale per i Diritti Umani in Libia condanna anche l’escalation di furti e rapine a mano armata – si legge nella dichiarazione – che sono aumentati durante il periodo degli scontri nelle zone ad ovest e sud-ovest di Tripoli da bande di criminali, che hanno portato al saccheggio e furto di proprietà di cittadini, compresi mezzi di trasporto e negozi, nonchè a furti e rapine con l’uccisione di diversi cittadini che hanno opposto resistenza”.

La Commissione ha sottolineato che il fatto di non permettere ai civili di tornare nelle proprietà rappresenta di per sé una violazione del diritto internazionale umanitario ed ha chiesto alla Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) di adottare misure per risparmiare ai civili il flagello del conflitto. La missione e le autorità libiche devono aderire alla road map e alle disposizioni di sicurezza per porre fine a tutte le forme di presenza armata a Tripoli, contemporaneamente al corso dei negoziati politici. Secondo il comitato, il Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo Nazionale ed il Ministero dell’Interno devono assumersi le proprie responsabilità legali ed umanitarie per garantire la sicurezza, la protezione dei cittadini e delle loro proprietà da bande criminali organizzate. Ha avvertito inoltre le parti in conflitto che il saccheggio e l’appropriazione indebita di proprietà private, nonchè lo sfruttamento o il danneggiamento di aree residenziali sono contrari all’articolo 2, paragrafo 2 (g) della Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949, relativa alla protezione delle vittime di conflitti armati non internazionali.

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