Sanzioni ONU per Ibrahim Jadhran, un avvertimento per tutti

Di Vanessa Tomassini.

La commissione sanzionatoria (Sanctions Committee) del Consiglio di sicurezza dell’ONU, su richiesta della Missione Permanente della Libia presso l’ONU, ha inserito mercoledì Ibrahim Jadhran, il leader della milizia responsabile dell’attacco alla Mezzaluna petrolifera del 14 giugno scorso, nell’elenco delle sanzioni delle Nazioni Unite. L’Ufficio del Dipartimento per gli Affari Esteri del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC) ha immediatamente applicato le restrizioni finanziare, designando Jahdran con l’ordine esecutivo 13726. Per tanto, tutti i beni di Jadhran all’interno della giurisdizione degli Stati Uniti sono bloccati, e alle persone statunitensi è generalmente proibito di effettuare transazioni con lui.   

Le sanzioni ONU impongono inoltre a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di imporre un blocco dei beni ed il divieto di viaggio per il soggetto, che aveva preso il controllo dei porti petroliferi libici Ras Lanuf e Al Sidra, scontrandosi ferocemente con le forze del Libyan National Army, e causando perdite per la National Oil Corporation (NOC) per oltre 60 miliardi di dollari . L’attacco ha anche rappresentato un ostacolo al processo politico verso le elezioni e la stabilità in Libia.

La dichiarazione, rilasciata ieri dal Consiglio, ha ribadito che le strutture petrolifere, la produzione e le entrate della Libia appartengono al popolo libico, confermando che queste risorse vitali  devono rimanere sotto il controllo esclusivo della legittima NOC e l’unica supervisione del Governo di Accordo Nazionale, come già ampiamente sottolineato in più risoluzioni del Consiglio e in diverse dichiarazioni della comunità internazionale successive agli scontri nel Golfo della Sirte.

L’azione di oggi, afferma il comunicato, dimostra che gli Stati Uniti e la comunità internazionale intraprenderanno azioni concrete ed energiche in risposta a coloro che minano la pace, la sicurezza o la stabilità della Libia, lanciando un chiaro avvertimento ai gruppi armati che stanno destabilizzando da settimane la sicurezza nella capitale, Tripoli. A tal proposito, meroledì sera l’inviato Onu in Libia, Ghassan Salamé, ha informato in una riunione con i funzionari diplomatici occidentali in Libia, sulle violazioni del cessate il fuoco ed i loro responsabili, che sono già stati individuati e vengono monitorati. La decisione è stata ben accolta dalla NOC che l’ha definita  un importante precedente.

Tutti i gruppi in Libia che prendono di mira il settore petrolifero con blocchi, attacchi armati o altri mezzi criminali e terroristici, dovrebbero aspettarsi di essere perseguiti e puniti allo stesso modo. Ha fatto sapere la compagnia che ricorda e piange i coraggiosi martiri che hanno difeso le strutture e le risorse petrolifere della Libia attaccate da gruppi armati sotto il comando di Jadhran.

 

 

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