Di Vanessa Tomassini.

Mercoledì il Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo Nazionale, guidato da Fayez al-Serraj, ha annunciato l’adozione del programma di riforma economica da lungo tempo discusso con l’Alto Consiglio di Stato ed il governatore della Central Bank of Libya (CBL), Sadiq al-Qabir. Il pacchetto prevede diversi interventi atti ad alleviare le sofferenze del popolo libico, messo in ginocchio da 7 anni di conflitto e da un costante peggioramento delle condizioni di vita. Tra le misure approvate dalla squadra di Serraj vi sono: la modifica del tasso di cambio e il rafforzamento del dinaro libico, gli addebiti sulle vendite di valuta estera per scopi commerciali e personali, l’allocazione di una percentuale delle tasse sulle vendite di valuta estera per ridurre l’entità del debito pubblico, l’aumento del tetto delle rimesse ai fini di trattamenti sanitari e di studio, consente inoltre ad ogni cittadino di trasferire 10.000 dollari all’anno con i mezzi disponibili e l’aumento di 500 dollari al valore delle indennità per i capi famiglia. Per cercare di capire meglio cosa comportano questi cambiamenti sulla vita dei cittadini libici, abbiamo raggiunto l’economista libico Suliman Alshahmy, fondatore della Borsa Valori libica, Libyan Stock Market (LSM).

“Noi esperti di economia abbiamo provato molte volte, da tempo, a spingere verso un cambiamento totale di questa situazione economica attraverso alcuni cambiamenti delle regole economiche e monetarie. Per legge spetta al consiglio di amministrazione della CBL mutare il tasso di cambio tra il dinaro libico ed il dollaro, questo è vero ed è il modo giusto, ma per via del conflitto nel paese anche la CBL è divisa in due parti e non è stato possibile fino ad oggi farle incontrare, per questo il governatore Sadiq al-Qabir ha lavorato per molti anni da solo, senza il controllo del consiglio direttivo, inoltre non c’è nessuna commissione nella banca centrale, come una commissione monetaria o commerciale, che guidi tali decisioni e valuti cosa può accadere in futuro, come l’inflazione o altre questioni del genere. Le negoziazioni tra il governo di Serraj e la Banca Centrale sono andate avanti per tanto tempo, per cercare di modificare la situazione economica”. Ci ha spiegato Suliman Alshahmi, aggiungendo che “oggi in Libia abbiamo due valori del dollaro: 1,40 dinari è il tasso di cambio ufficiale e 6,50 dinari libici è il valore sul mercato nero che in passato era arrivato a 10 dinari. Questo ha fortemente influito sulle vite dei cittadini libici con un drammatico aumento dei prezzi. Il programma di riforma economica adottato ieri va a correggere principalmente il tasso di cambio, non attraverso la CBL, ma attraverso la decisione del Governo di Serraj. Cosa che secondo la mia opinione va contro la legge. I negoziati sono duranti a lungo e credo che ora ci sia stata una spinta da parte della comunità internazionale, o da parte delle Nazioni Unite, affinché venisse fatto qualcosa. Il valore del dinaro si alzerà per decisione del Consiglio Presidenziale da adesso”.

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-Quale sarà il nuovo tasso di cambio?

Ancora non lo sappiamo, questo verrà stabilito tra una settimana a partire da ieri, ma secondo le mie aspettative il nuovo prezzo del dollaro dovrebbe attestarsi intorno ai 4 e i 4 dollari e mezzo”.

-Pensa che questa mossa servirà a scoraggiare o ostacolare il black market?

Questo è quello che dicono, ma non accadrà mai, anzi così si aiuta il mercato parallelo in quanto le misure adottate ieri oltre ad intervenire sul valore del dinaro, prevede un’aggiunta di 500 dollari ai 500 che la gente normale può richiedere alla Central Bank allo stesso valore attuale di 1,40 dinari, perciò in tanti preleveranno questa cifra per rivenderla immediatamente nel Black Market. Quindi chiunque affermi che la riforma lo ostacolerà, sta mentendo. Ad ogni modo bisognerà vedere se questa riforma potrà essere applicata dal punto di vista legale: investitori, broker ed operatori finanziari infatti potrebbero far appello alla Corte Generale e fermare questa decisione che spetta solamente alla LCB e non al Consiglio Presidenziale per legge. La cosa positiva invece è che il programma di riforme permetterebbe una notevole diminuzione del livello dei prezzi nel paese, in quanto la maggior parte dei beni importati e venduti in Libia, vengono distribuiti col valore del mercato nero. Se la riforma passerà senza incontrare alcun ostacolo legale, ridurrà i prezzi, ma non credo che avrà successo”.

-Speriamo che lo abbia per il popolo libico. Quindi se tutto va come dovrebbe andare quanto tempo serve secondo la sua esperienza perché i libici vedano delle differenze nelle loro vite?

“Se tutto andrà bene e le persone supporteranno questo cambiamento, anche se personalmente non trovo sia un buon piano di riforma, credo che la gente inizierà a vedere un piccolo cambiamento fra 3 mesi, ma per un cambiamento considerevole ci vorranno 6 mesi”.

-Sebbene non sia un buon piano rappresenta sempre un passo avanti, no?

“Sì è un passo in avanti, ma servono persone qualificate, è necessario il giusto governo per garantire questo programma. Una riforma economica ha bisogno di una Banca Centrale forte, di un Governo molto forte, oltre a istituzioni finanziarie e nuove regole economiche per centrare l’obiettivo, far scendere i prezzi, creare posti di lavoro, scoraggiare il black market e creare anche infrastrutture. Questo è ciò che lo stato deve fare. Io non voglio essere pessimista, ma ci sono molte cose in questo piano che non sono chiare, soprattutto riguardo ai sussidi per il carburante, considerando il problema dei furti e del traffico di petrolio. Se il governo non taglierà i sussidi, il problema continuerà. È necessario destinare questi soldi alla protezione delle risorse, per fermare il traffico di petrolio che viene venduto illegalmente oltre i confini libici. Questo passaggio del programma non è chiaro, ma staremo a vedere…”.

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