Di Vanessa Tomassini.

Secondo un giovane del posto, Ibrahim, l’elettricità è stata interrotta a Ghat da martedì alle 14:00.  Mercoledì è tornata per circa sei ore e poi è saltata di nuovo fino ad oggi. Gli abitanti di Ghat, una città-oasi dell’antica regione del Fezzan, oltre all’energia hanno dovuto fare anche a meno dell’acqua per oltre 48 ore. Ibrahim ci racconta che i problemi idrici vanno avanti da sempre, ancor prima dell’epoca del regime Gheddafi, per via del livello delle acque che in estate si abbassa notevolmente.

La gente è esasperata – ci dice – sta cercando di approvigionarsi di acqua potabile dalle fattorie che hanno dei generatori di corrente per i pozzi, ma non è facile. Ci sono diversi ostacoli, visto che da giorni anche la benzina scarseggia“. Già  dopo la rivoluzione del 17 febbraio, la benzina venne a mancare per un periodo di sei mesi. “I distributori e i commercianti di gas acquistano il carburante dai trafficanti algerini” afferma sicuro Ibrahim mostrandoci le foto.

Il Governo di Tripoli e le compagnie petrolifere libiche hanno provato spesso a distribuire carburante nel sud della Libia, tuttavia l’impresa si è spesso rivelata impossibile per via delle precarie condizioni di sicurezza. Lo scorso 17 marzo l’ex presidente del comitato per la crisi di carburante e gas della compagnia Brega, Milad Al-Hijrsi, recentemente deposto dal Consiglio Presidenziale, aveva dichiarato che un gruppo armato di contrabbandieri aveva rapito due camionisti nella città di Aqar vicino a Brak Al-Shati, nel sud della Libia. Anche il capo dei depositi petroliferi di Sabha, Abdul Qadir Mai, è stato più volte attaccato da gruppi armati e bande di contrabbando.

Ghat, così come gran parte della regione meridionale, soffre ancora una volta dell’assenza delle istituzioni e la fragilità dei confini libici ha reso il deserto libico il terreno ideale per trafficanti, contrabbandieri, criminali e terroristi. Alla fine di giugno, la notizia dell’arrivo di una delegazione italiana aveva infastidito il Consiglio delle Tribù e delle Città Libiche, che aveva spinto diversi giovani armati ad occupare l’areoporto.

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