Scambi di accuse tra leader di gruppi armati nella capitale libica

Continua lo scambio di accuse tra gruppi armati che a vario titolo hanno preso parte alle violenze in e intorno la capitale Tripoli. Osama Al-Juwaily, ritenuto tra i principali responsabili della rinnovata escalation, ha accusato il Governo in carica per l’assembramento di militari nella capitale.

L’apparato di supporto alla stabilità, Stability Support Apparatus (SSA), sotto il comando di Abdul Ghani Al-Kikli (alias Gnewa), ha affermato da parte sua che quanto accaduto sabato nella capitale libica Tripoli, è stato guidato dall’intenzione di Haytham Al-Tajouri, comandante della brigata Tripoli Rivolutionaries Brigade (TRB) recentemente rinominatasi Brigata 777, di destabilizzare la città e farla precipitare in un conflitto prolungato preparando logistica e armi a tal fine.

Ciò è divenuto chiaro quando Al-Tajouri ha preso d’assalto il quartier generale principale in Al-Zawiya Street dopo che un gruppo delle sue forze aveva aperto il fuoco su un convoglio dell’Apparato di sicurezza generale, dando inizio all’intervento dello SSA per affrontare questa violazione della sicurezza.

La SSA ha affermato che la sua operazione intendeva “affrontare la minaccia alla sicurezza in brevissimo tempo per limitare le conseguenti perdite di vite e proprietà ed evitare un conflitto prolungato a Tripoli”, esprimendo cordoglio per “alcune vittime e alcuni danni a persone e proprietà private” e ribadendo che le loro operazioni avevano lo scopo di difendere i civili e la capitale così come l’intero Paese.

L’Ottava Forza al-Nawasi, al comando di Mustafa Kadour che si schierato con l’ex ministro dell’Interno, Fathi Bashagha, nel tentativo di insediarsi a Tripoli con il suo esecutivo parallelo, invece, dopo la sua sconfitta e fuga, ha accusato l’apparato di deterrenza guidato da Abdel Rauf Kara, di tradimento, citando versetti coranici e hadith profetici.

Al-Nawasi ha descritto Kara e l’apparato di deterrenza come cattivi, ipocriti. “Se l’ipocrita non è in grado di affrontare i suoi avversari, li tradisce in segreto, li pugnala alle spalle e li tradisce mentre sono al sicuro da lui, come hanno fatto gli ipocriti nel corso dei secoli”. Ha affermato.

Va notato che il Primo Ministro libico, Abdul Hamid Al-Dabaiba, a capo del Governo di Unità Nazionale, e il Procuratore Generale hanno emesso un mandato di arresto nei confronti di numerosi individui, politici, leader limitari e civili. Fonti ben informate riferiscono inoltre che Dabaiba sostituirà alcuni comandanti di gruppi armati ed agenzie di sicurezza ancora sul libro paga dello Stato libico che hanno preso parte, materialmente o nella pianificazione degli attacchi che hanno prodotto dozzine di morti e feriti.

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