La Brigata 444 stringe la sua morsa sui gruppi armati nella capitale Tripoli

La 444ma Brigata dell’Esercito Libico, affiliata alla Regione Militare di Tripoli, sotto il comando del generale Abdel Basit Marwan, sta portando avanti il suo piano per evacuare i quartier generali delle milizie armate in e intorno la capitale Tripoli. “Questa mattina, altri sei basi dei gruppi armati sono stati evacuati nei distretti di Al-Farnaj, Ain Zara, Salah Al-Din, Road Al-Shouk e Khallet Bin Aoun.

L’operazione di questa mattina porta a 29 il numero totale di rifugi delle milizie, liberati dalla 444ma Brigata Combattente. Il gruppo ha spiegato precedentemente che con il termine “gruppi armati” si intendono quelle milizie che non ricevono ordini da canali ufficiali. Durante le operazioni di sgombro, la Brigata è stata in grado di condurre arresti e sequestrare un certo numero di armi e munizioni che rientrano sotto il controllo dello Stato.

Domenica la 444ma Brigata aveva cacciato i miliziani da altri 23 siti a Tripoli, in particolare nei distretti di Salah al-Deen e Triq al-Shouk. Spiegando che le chiusure rientrano nel piano della regione militare di Tripoli per imporre la sicurezza in città, il gruppo aveva annunciato la chiusura di altre 11 tane di gruppi armati fuori dal controllo statale, aggiungendo che le proprietà erano state restituite ai legittimi proprietari. Molti dei siti riconquistati dalla 444ma Brigata erano stati occupati dalle milizie fin dalle operazioni militari del generale Khalifa Haftar e il suo Libyan National Army, terminate a giugno del 2020.

La Libia ha assistito ad un’enorme proliferazione di armi dal 2011. Durante gli anni del sistema precedente, il colonnello Muammar Gheddafi aveva creato depositi di armi e munizioni in tutto il Paese. Alcuni credono che si trattasse di una strategia di “guerra popolare” in cui, dopo un’invasione, le armi sarebbero state distribuite alle milizie e alla popolazione in generale. Secondo alcuni rapporti del Small Army Survey, nel 2010 le forze armate libiche contavano circa 76.000 effettivi regolari, ma il governo aveva tra 400.000 e 1.000.000 di armi da fuoco, principalmente kalashnikov, all’inizio della guerra del 2011. Migliaia di giovani si sono uniti alle milizie, attratti dalle possibilità di guadagno mentre grandi quantitativi di armi hanno continuato a confluire in Libia dall’esterno, nonostante l’embargo delle Nazioni Unite.

In questo contesto, a seguito del progressivo deterioramento delle condizioni di stabilità in Libia, in base alla convergenza raggiunta dai Ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea, il 17 febbraio 2020, e per dare concreta applicazione a quanto emerso durante la Conferenza di Berlino del 19 febbraio 2020, l’UE si è dotata di un nuovo strumento militare al fine di implementare l’embargo di materiale bellico da e per la Libia: l’operazione “EU NAVFOR MED Operation IRINI”, che ha preso il posto di EU NAVFOR MED Operation SOPHIA, il cui mandato si è concluso il 31 marzo 2020.

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