Ecco perchè la guerra non è più un’opzione in Libia

Di Vanessa Tomassini per “Strumenti Politici”.

Ciascuna fazione interna o esterna, coinvolta nel conflitto libico, pretende la sua fetta di torta. Dopo che la disputa tra il Governo di Accordo Nazionale (GNA) e il Libyan National Army (LNA) si è trasformata in una Guerra per procura su larga scala, inaugurata dall’intervento turco in sostegno del GNA, ed oggi seguita dalla Russia a fianco dell’LNA, continua ad essere chiaro che nessuna delle due parti è in grado di prevalere sull’altra e che la guerra non potrà risolvere il lungo conflitto per il predominio del Paese.

Dopo aver circondato la capitale Tripoli per oltre un anno, l’LNA del generale Khalifa Haftar non ha potuto conquistarla, anzi la situazione di sicurezza nel suo complesso oserei dire che è peggiorata. Il conflitto ha aumentato le differenze all’interno del GNA, e tra le componenti sociali, inoltre agli estremisti già schierati al fianco delle milizie di Tripoli e Misurata, se ne sono aggiunti altri, liberati dalle prigioni o trasferiti in Libia dalla Turchia. Non solo l’LNA non è stato in grado di liberare Tripoli, ma sottostimando alcune dinamiche, e grazie all’intervento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l’esercito libico ha dovuto completamente abbandonare la regione occidentale.

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