UNSMIL condanna gli atti di vendetta nelle città costiere occidentali e il bombardamento di Tripoli

La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) si è detta allarmata dalla continua escalation di violenza in Libia, in particolare dall’intensificarsi dei combattimenti degli ultimi giorni, con conseguenti vittime civili e il rischio di nuove ondate di sfollamento.

L’UNSMIL – afferma in una breve nota – rileva con grave preoccupazione le notizie di attacchi contro civili, la prigione di Surman, la rottura e il rilascio di 401 prigionieri senza adeguati procedimenti o controlli legali, profanazione di cadaveri, punizione, inclusi saccheggi, rapine e incendi di proprietà pubbliche e private, recentemente nelle città costiere occidentali sequestrate dalle forze del governo di accordo nazionale (GNA). L’UNSMIL sta dando seguito alle accuse di cui sopra, che se verificate costituirebbero gravi violazioni dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario.

La Missione ha condannato inoltre le forze dell’esercito nazionale libico (LNA) che bombardano indiscriminatamente Tripoli con missili, molti dei quali sono sbarcati in quartieri civili, provocando vittime.

L’UNSMIL avverte che gli atti di vendetta intensificheranno ulteriormente il conflitto e porteranno a un ciclo di vendetta che minaccia il tessuto sociale in Libia. La Missione invita le parti in conflitto a espellere, frenare l’incitamento e rispettare immediatamente le ripetute chiamate del Segretario Generale e dei partner internazionali per una tregua umanitaria.

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