Conte al Cairo: Italia valuterà dislocamento di propri soldati in Libia

Di Ali Ahmed.

“L’Italia da sempre sta lavorando sul dossier libico perchè a parlare sia la diplomazia e tacciano le armi. Quindi condividiamo questa impostazione con tutti i nostri interlocutori”. Ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine dell’incontro al Cairo con il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abd al Fattah al Sisi, presso il Palazzo presidenziale.  “Anche l’Egitto ha il massimo interesse per la stabilizzazione della Libia, anche per ragioni di vicinanza. E’ un Paese limitrofo quindi l’instabilità può diffondersi, ha tutto l’interesse perchè si trovi una soluzione pacifica. Questo è il momento di lavorare concretamente a un percorso politico, a una soluzione politica”. Ha aggiunto Conte, confermando di aver ricevuto l’invito da parte della cancelliera Angela Merkel, per partecipare alla Conferenza internazionale di Berlino, annunciata per il 19 gennaio.

Al summit organizzato dal Governo tedesco, sono stati invitati: Stati Uniti, Russia, Italia, Gran Bretagna, Francia, Cina, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Egitto, Algeria e la Repubblica del Congo in quanto presidente del Comitato di Alto livello dell’Unione Africana sulla Libia, che ospiterà il 25 la conferenza di Bazzeville. Gli inviti sono stati recapitati anche a Nazioni Unite, Unione Europea, Unione Africana e Lega Araba. Non è da escludere che al vertice possano partecipare anche le parti libiche, dopo il fallimento dei negoziati a Mosca, facilitati da Russia e Turchia.

Il premier Conte ha poi chiarito la possibilità di un aumento delle truppe italiane in Libia, o della possibilità di una partecipazione italiana in una missione di monitoraggio del cessate il fuoco nel Paese. “L’Italia, se si tratta di dare ogni forma di contributo utile per la pacificazione in Libia è assolutamente disponibile, però direi che in questo momento non ha senso ragionare di dislocamento. Bisogna prima ritrovarsi a Berlino, creare le premesse, se ci saranno, con tutte le condizioni di garanzia, in un contesto chiaro e certo, l’Italia valuterà la disponibilità. Lo abbiamo fatto in altri contesti. Lo dico adesso astrattamente perchè non abbiamo ancora creato le premesse concrete, potrà fare questa valutazione anche per il contesto libico che per noi è assolutamente strategico”.

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