LNA nega l’attacco al College militare, condanna USA alle interferenze in Libia

Di Ali Ahmed.

In una conferenza stampa da Bengasi, domenica pomeriggio, il portavoce del comando generale dell’autoproclamato esercito libico (LNA), il maggior generale Ahmed Al-Mismari, ha negato la propria responsabilità del raid aereo che ha preso di mira sabato sera il College militare di Habada, a sud di Tripoli, uccidendo 30 giovani cadetti. “L’esplosione è stata dall’interno del college e non dall’esterno”, ha detto Al-Mismari che è stato smentito dalle immagini video pubblicate ieri in anteprima sulla nostra pagina Facebook.

Il portavoce ha confermato inoltre che tre membri del battaglione di protezione incaricato di assicurare la base aeronautica di Al-Watiyah, nella parte occidentale del Paese, sono stati uccisi da un attacco aereo, confermando la controffensiva annunciata domenica mattina dalle forze affiliate al Governo di Al-Wefaq attraverso il colonnello Tayyar Muhammad Qanunu. Secondo l’LNA “un aereo turco ha fatto irruzione alla base di Al-Watiyah, uccidendo 3 soldati e ferendone altri 6 del 78mo battaglione di fanteria dell’esercito nazionale, che è responsabile della protezione e messa in sicurezza dell’area intorno alla base”.

In questo contesto, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Libia ha rilasciato un comunicato in cui condanna fermamente l’escalation militare a Tripoli nei giorni scorsi, compreso l’attacco del 4 gennaio da parte delle forze affiliate all’LNA contro il college militare di Hadaba, che secondo quanto riferito ha ucciso almeno 30 studenti in addestramento per diventare una forza di sicurezza professionale per la capitale libica. Gli Stati Uniti hanno condannato inoltre i recenti attacchi contro l’aeroporto Matiga a Tripoli e i bombardamenti indiscriminati contro le infrastrutture civili e i quartieri residenziali, che hanno ucciso e ferito molti civili.

Questo deterioramento della sicurezza – prosegue la nota – sottolinea i pericoli delle interferenze straniere “tossiche” in Libia, come l’arrivo di combattenti siriani sostenuti dalla Turchia e lo spiegamento di mercenari russi. Tutte le parti libiche hanno la responsabilità di porre fine a questo pericoloso coinvolgimento di forze straniere, che sta contribuendo alle vittime civili e danneggiando le infrastrutture civili a danno di tutti i libici. L’ambasciata americana si è detta pronta a sostenere tutti gli sforzi della Libia per porre fine alla violenza, ridurre le interferenze delle forze straniere e ristabilire un dialogo politico facilitato dalle Nazioni Unite, che è l’unica strada per una pace e una prosperità durature. L’attacco al College militare in Habada è stato condannato anche dall’Italia che rifiuta la logica del confronto militare.

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