Parola ad Edward Luttwak: “Se il Governo italiano non punisce i turchi non fa il suo dovere”

Di Vanessa Tomassini.

Dopo alcune dichiarazioni apparse sulla stampa nazionale, abbiamo raggiunto in collegamento da Washington il professor Edward Luttwak. Economista, politologo e saggista, conosciuto per le sue pubblicazioni sulla strategia militare e politica estera, noto esperto di politica internazionale e consulente strategico del Governo degli Stati Uniti, per fare insieme il punto sulla situazione in Libia e gli scenari per l’Italia, alla luce della decisione di Ankara di inviare proprie truppe a Tripoli.

-Professor Luttwak innanzitutto grazie per avere accettato questo invito. Alcune agenzie hanno riportato venerdì alcune sue ipotetiche dichiarazioni riguardo all’uccisione di Qasem Soliman da parte degli Stati Uniti in Iraq. AdnKronos ha scritto: Luttwak, ‘morte Soleiman sia avvertimento anche a Erdogan per Libia’. Sono parole sue? Ci può spiegare cosa intende dire?

“No, non ho mai dichiarato questo. Il raid aereo degli Stati Uniti in Iraq arriva in risposta agli attacchi iraniani agli americani. Gli iraniani attaccano gli americani in Iraq, addirittura l’Ambasciata americana in Iraq. Trump dice io non attacco l’Iran, ma se gli iraniani escono dal loro Paese per colpirci, noi li attacchiamo. Adesso questo attacco contro il capo, la decapitazione, viene dopo la preparazione di difese forti in caso che loro lanciassero l’attacco. Questo è il significato, cioè noi non attacchiamo l’Iran, ma se gli iraniani escono dal loro Paese per attaccarci, allora rispondiamo. E visto che è stato già annunciato che ci saranno reazioni iraniane alle risposte, se gli iraniani si muoveranno nuovamente contro gli americani, soffriranno risultati molto pesanti. E sono stati già avvertiti. Questo è lo scopo”.

Parlando di Libia, il Governo di Accordo Nazionale (GNA) ha firmato con la Turchia degli accordi in materia di cooperazione militare e giurisdizione di un’area di competenza esclusiva nel Mediterraneo orientale. Il GNA ha inoltrato al Governo turco una richiesta di sostegno militare, che ha deliberato l’invio di proprie truppe a Tripoli. Cosa ne pensa di tutto questo?

“La Libia è di fronte all’Italia e tutto ciò che si verifica in Libia di negativo si rovescia in Italia, cominciando da migranti e rifugiati, ma anche molti danni economici e così via. Tutto ciò che va male in Libia viene a spese dell’Italia. Secondo, la Libia è uno Stato che non è mai esistito nella storia fino a quando è stato creato dall’Italia. Gli italiani hanno creato la Libia. Terzo, hanno creato la Libia nel 1911 buttando fuori gli ottomani, il corpo corrotto, questo semi-cadavere dell’Impero Ottomano in Libia. Quello che non è cambiato, dal 1911 ad oggi, è che l’Italia è l’unico Paese che ha interessi seri, importanti e responsabilità importanti in Libia. Se il Governo italiano – per qualsiasi ragione, che sia ideologica o semplicemente per mancanza di leadership, per timidità, per provincialismo, o per il cattolicesimo disarmato – non riesce ad agire in Libia in maniera efficace, altri tentano. Gli altri non ci riescono perché i turchi non potranno fare niente. Erdogan, che ha perso consenso e continua a perdere consenso in Turchia, questo Erdogan che è sulla via del tramonto politicamente, si lancia in questa folle avventura in Libia. La chiamo una folle avventura in Libia perché è connessa a questo accordo bambinesco, fatto tra i turchi e i libici, che delimitano il Mediterraneo con Erdogan che pretende che le acque territoriali turche si estendano fino alla costa libica, così facendo si dimentica che tra lui e la Libia ci sono due Paesi che lui ha deciso di attaccare pesantemente, Israele ed Egitto, i quali cooperano strettamente in questioni di sicurezza. Ogni giorno cooperano in azioni militari congiunte in Sinai e così via. Erdogan, facendo la sua protesta territoriale che si estende fino in Libia, soffre Israele, Grecia ed Egitto, cancellando i loro diritti marittimi. Cioè Erdogan che sta perdendo consenso in Turchia ogni giorno, scivolando, e che ha perso la sua roccaforte di Istanbul, fa una folle avventura in Libia. Se il Governo italiano non risponde, vuol dire che non è capace di proteggere gli interessi dei propri cittadini in Libia. Gli italiani sono quelli che hanno interessi legittimi nel Paese nordafricano ed il loro Governo deve intervenire. Se non lo fa vuol dire che non fa il suo dovere”.

-Cosa intende per intervenire?

“Prima di tutto dovrebbe affermare il suo interesse, dovrebbe gelare i rapporti con i turchi e dire loro: ‘noi siamo contrari alle vostre avventure, non agite nella nostra zona’. Dovrebbe cancellare i rapporti militari, diplomatici e tutto il resto. Gli italiani devono affermare con i turchi, così come con i francesi, di avere interesse. Gli americani non sono assolutamente contrari a qualsiasi affermazione d’interesse italiano in Libia ed il Governo italiano che agisce in questo senso avrà l’appoggio degli Stati Uniti completo. I capi di Stato Maggiore americani originariamente erano contrari all’attacco contro Muammar Gheddafi nel 2011 perché sapevano che gli italiani si erano opposti. Questo è un fatto documentato, furono Hillary Clinton, Samantha Power e l’altra disgraziata Susan Rize, tre donne, ad aver fatto cambiare idea a Barak Obama, non serio in riguardo, nel corso di un solo giorno. Le tre consigliere donne sono riuscite a far cancellare la decisione dei capi di Stato Maggiore americani, confermata dal ministro della Difesa che aveva chiesto di non intervenire. Lo stesso giorno venne rilasciato un comunicato di rifiuto all’intervento, poi le tre signore ingannarono Obama con le ragioni umanitarie, sempre la peggiore scusa, convincendolo ad intervenire contro Gheddafi. Da allora fino ad oggi, la posizione americana è che l’unico Paese che sostengono in Libia è l’Italia. Qualsiasi cosa gli italiani fanno in Libia va bene. Gli intrighi francesi erano completamente negativi, le azioni dei terroristi che hanno attaccato gli americani ovviamente negativi. Quindi loro appoggiano gli italiani in Libia. Se gli italiani esprimono il loro interesse avranno un sostegno più forte e più esplicito. Però devono farlo, non possono lasciare gli altri entrare in questo porto italiano”.

-Però la Comunità internazionale, almeno ufficialmente continua a sostenere il cosiddetto Governo di Accordo Nazionale…

“Come fa l’Italia…”

-Esatto, in primis dall’Italia…

Si ma deve appoggiarlo sul serio, dicendo: noi appoggiamo questo Governo. Ripeto appena l’Italia afferma il suo interesse primario in Libia avrà il pieno supporto americano. Deve dire a tutti gli altri: voi operate in Libia sotto la nostra guida. Se operate indipendentemente, noi vi facciamo pagare il prezzo”.

-Cosa ne pensa invece più in generale di queste operazioni militari condotte dall’esercito del generale Khalifa Haftar che tra l’altro è un cittadino americano?

“Questo non c’entra perché lui agisce in modo indipendente col sostegno dell’Egitto, dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, contro il Governo appoggiato dall’Italia. Quindi il Governo italiano dovrebbe notificare a questi Paesi, con cui ha ottimi rapporti, che l’Italia non può accettare questa cosa, che loro non hanno legittimità. Gli italiani hanno due cose: a parte la responsabilità primaria di aver creato la Libia che non esisteva mai – durante l’Impero romano parlavano greco in Cirenaica, latino in Tripolitania e i due erano amministrati separatamente – secondo, la posizione italiana coincide con quella delle Nazioni Unite e quindi qualsiasi cosa faranno avranno il supporto degli Stati Uniti. Però se gli italiani non agiscono per via di un Governo paralizzato ideologicamente, tutti faranno ciò che vogliono in Libia, ad eccezione degli italiani. Altri Paesi possono supportare l’Italia, ma se non afferma la sua posizione rigorosamente non possono farlo”.

-Ci sono moltissimi rapporti che parlano di un’ambiguità di Erdogan nei confronti dei gruppi terroristici e c’è stata una notizia, confermata dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, riguardante l’invio da parte di Ankara di ribelli, jihadisti ed estremisti dalla Siria alla Libia. C’è per lei un rischio concreto di infiltrazioni terroristiche attraverso le rotte migratorie dalla Libia all’Italia?

“Il fatto che il sedicente Stato Islamico viveva di vendere petrolio a clienti in Turchia, passando allegramente la frontiera turca, il fatto che il Governo di Erdogan appoggiava lo Stato Islamico in pieno, come appoggia Hamas è noto, perché l’ideologia che Erdogan e il suo gruppo sostiene, non i turchi come Nazione, ma proprio Erdogan, è l’ideologia della Fratellanza islamica. Erdogan ha rapporti aperti con Hamas perché rappresenta la Fratellanza Musulmana, Alquan al-Mulsimin in arabo, che è la principale organizzazione militante. Ed è per questo che hanno permesso allo Stato Islamico di svilupparsi. Senza l’appoggio e il sostegno di Erdogan lo Stato Islamico non sarebbe mai avvenuto, quindi la connivenza tra Erdogan e gli estremisti islamici più radicali è ben convalidata e la sua volontà di collaborare con loro pure. Però in questo caso Erdogan entra in Libia per sostenere il Governo riconosciuto dalla Repubblica Italiana e dalle Nazioni Unite. La cosa è che lui non poteva entrare in Libia senza un coordinamento con l’Italia, anche se i suoi fini inespressi sono tanti. Il fatto che poi lui collabora e convive con i terroristi ed è disposto ad inviarli attraverso i flussi migratori questo è documentato. Lui attacca i curdi chiamandoli terroristi, mentre lui sostiene i veri terroristi e lo fa pubblicamente. Hamas è una organizzazione terroristica e lui l’abbraccia in pubblico, come abbracciava lo Stato Islamico in privato. Non tanto in privato perché i giornalisti turchi che oggi sono in prigione, sono stati arrestati perché hanno documentato, attraverso foto, i camion pieni di armi che Erdogan mandava allo Stato Islamico. Loro lo hanno documentato, hanno scattato foto ed Erdogan li ha fatti arrestare dai suoi giudici. Questo è Erdogan. Quindi mantenere dei rapporti con Erdogan come se fosse il Primo Ministro del Belgio è un’assurdità. Adesso dal lato americano è finita perché sono stati espulsi dal programma F35, non parteciperanno all’industria, sono stati espulsi da ogni progetto militare. Se non accetteranno il fatto che la Libia è una zona di responsabilità italiana verranno puniti. Se il Governo italiano non punisce i turchi non fa il suo dovere”.

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