Erdogan rifiuta la stabilità della Libia e punta il dito contro l’Italia

Di Ali Ahmed.

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan non si dà pace a pensare che la Libia possa avere un esercito unificato anzichè gruppi di milizie e criminali che hanno assicurato un rifugio sicuro per i gruppi terroristici internazionali. A nulla è valsa la firma di due Memorandum, uno in materia di sicurezza e l’altro di giurisdizione dei confini marrittimi nel Mediterraneo, con il presidente del Consiglio del Governo di Tripoli, Fayez al-Serraj, nel tentativo di non mandare in frantumi il suo piano di ridare vita a uno Stato islamico.

E così Erdogan finisce per bacchettare tutti, Italia compresa. “Haftar non ha legittimazione, il leader legittimo della Libia è al-Serraj”. Ha dichiarato il capo della Fratellanza Musulmana internazionale, aggiungendo in un discorso delirante che “stiamo assistendo al tentativo di Egitto, Abu Dhabi, Francia e Italia di legittimare Haftar”. E’ accaduto a Kuala Lumpur, durante un vertice a cui hanno partecipato i leader di diversi Paesi islamici. Il presidente turco continua ad inviare materiale bellico in Libia per sostenere il Governo, definito fantoccio oggi dalla stampa nazionale ed internazionale, di Fayez al-Serraj. I memorandum, che in realtà sono dei veri e propri accordi, sono l’ultima invenzione per raggirare le risoluzioni ONU che vietano espressamente la fornitura di armi alla Libia.

Se è vero che anche altri Paesi hanno fornito supporto logistico e armamentario all’esercito libico nazionale sotto il comando del feldmaresciallo Khalifa Haftar, bisogna chiedersi forse quale violazione dell’embargo sulle armi è più grave, se quello ad un esercito che, seppur con problemi al suo interno, è stato in grado di ripristinare l’ordine in gran parte del territorio o a un Governo che controlla a malapena i suoi uffici. Malgrado il sostegno internazionale infatti il Governo di Accordo Nazionale (GNA), la cui legittimità è scaduta nel dicembre del 2018 con l’accordo di Skhirat del 2015, non è riuscito a trovare risposte adeguate alla crisi, nè ad imporre tale legittimità sul territorio, che ha pagato col sangue il prezzo della sua incompetenza e dei suoi crimini.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: