Il consiglio degli anziani e delle tribù di Tarhouna avverte “l’Italia fascista”

Di Vanessa Tomassini.

“L’Italia fascista non è fortunata con le tribù dei mujaheddin di Tarhouna, né è fortunata con le montagne di Tarhouna e le sue valli. Qui ricordiamo all’Italia e alle sue code che il movimento della Jihad libica continua ancora fino a quando non riguadagneremo la nostra patria, che ci avete sottratto attraverso un governo impotente e non funzionante, e il vostro sostegno illimitato a milizie e gruppi estremisti”. Commenta così il Consiglio degli anziani e delle tribù di Tarhouna quello che descrive come “l’abbattimento” di un drone italiano nell’area del mercato della domenica, Souk al-Ahad, a nord-ovest del centro della città, a 35 km dalla costa mediterranea.

“La nostra battaglia oggi è la battaglia di tutte le tribù libiche onorevoli che sostengono e supportano il loro esercito e il comando generale. Siamo determinati a sostenere il nostro esercito nel portare a termine la sua missione di proteggere il paese, disarmare le milizie ed eliminare del tutto i terroristi. L’Italia e altri paesi continuano a sostenere le milizie, nonchè lo stato di corruzione, criminalità e terrorismo in Libia”. Prosegue il Consiglio, aggiungendo che “incapaci di combattere gli uomini a terra, le milizie iniziarono un ingiusto assedio su Tarhuna bloccando il commercio lungo la strada costiera, per non parlare del dirottamento dell’identità. Ciò non cambierà la posizione delle tribù di Tarhuna di un pollice. Il nostro esercito deve vendicarsi del suo popolo a Tarhuna e dirigersi verso l’intera strada costiera”.

La dichiarazione arriva dopo che lo Stato Maggiore del Ministero della Difesa ha spiegato che “nella giornata odierna è stato perso il contatto con un velivolo a pilotaggio remoto dell’Areonautica Militare, successivamente precipitato sul territorio libico”. Lo Stato Maggiore ha anche evidenziato che il velivolo, un predator B, appartenente al 28° Gruppo Volo del 32mo storno dell’Areonautica Militare di Amendola (Foggia), che svolgeva una missione a sostegno dell’operazione Mare Sicuro, seguiva un piano di volo preventivamente comunicato alle autorità libiche.

A tal proposito, le autorità del Governo di Accordo Nazionale (GNA), con base a Tripoli, hanno confermato la comunicazione italiana che il drone caduto nel territorio libico era impegnato nell’operazione Mare Sicuro, attraverso Ashraf Shah, un esponente di spicco vicino all’esecutivo del premier Fayez Al-Sarraj. Per il GNA, inoltre, non si sarebbe trattato di un abbattimento da parte delle forze del generale Khalifa Haftar, ma il velivolo sarebbe precipitato in circostanze poco chiare.

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