Consiglio presidenziale libico si riduce gli stipendi del 40%, appello a Camera e Alto Consiglio

Di Vanessa Tomassini.

Martedì il Consiglio dei ministri del Governo libico di Accordo Nazionale ha approvato una riduzione del 40% degli stipendi del presidente e dei membri del Consiglio, dei Ministri e dei Sottosegretari ai Ministeri. I consiglieri del Presidente e i consulenti a tariffe speciali, invece vedranno i loro salari ridotti del 30%. Una dichiarazione dell’ufficio media presidenziale afferma che il gabinetto di Governo rappresentato dal premier Fayez al-Serraj ha anche approvato il completamento delle procedure di standardizzazione per tutti i segmenti salariali del settore pubblico. Le misure stabilite entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020.

In questo contesto, il premier Fayez al-Serraj ha inviato una lettera al presidente della Camera dei Rappresentanti e dell’Alto Consiglio di Stato per affrontare l’inflazione della voce stipendi nel bilancio dello Stato, sottolineando che il Governo di Accordo Nazionale ha iniziato a prendere misure pratiche a riguardo. Il premier ha sottolineato che il pagamento degli stipendi dei dipendenti dello Stato consumano la maggior parte delle risorse della Libia.

Serraj ha evidenziato inoltre la perdita di valore del lavoro pubblico e la bassa produttività, la diffusione di una cultura della retribuzione per l’impiego anziché della retribuzione per lavoro e produzione, le disparità salariali tra individui ricoprenti ruoli analoghi, nonchè il peso sul bilancio pubblico dei salari che limita in modo significativo la destinazione delle risorse a progetti di sviluppo e servizi ai cittadini. Il presidente ha invitato infine la Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato a coordinarsi con il suo Consiglio presidenziale affinchè tutta le istituzioni della Libia adottino misure di contenimento a partire dal prossimo anno.

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