Zuara. Ministro degli Esteri tedesco in Libia per cercare una pace finale

Di Vanessa Tomassini.

Il ministro degli Esteri tedesco, Heikoo Maas, è arrivato in Libia domenica attraverso l’aeroporto di Zuara. Il ministro accompagnato da una delegazione di diplomatici e funzionari di alto livello è stato ricevuto dal ministro degli Esteri del Governo libico di Accordo Nazionale, Mohammed Siala, e dal rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé.

A margine dell’incontro con il presidente del Consiglio, Fayez al Serraj, parlando alla stampa, il ministro tedesco ha spiegato che la Germania sta cercando di raggiungere una “pace finale”, ribadendo il pieno supporto alla Missione delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e al suo inviato, come step preliminare per ridare impulso al processo politico. La visita del ministro, che non è stata annunciata per motivi di sicurezza secondo l’agenzia di stampa statale di Berlino, mira a porre le condizioni necessarie tra le parti in conflitto per raggiungere una pace definitiva. L’inviato delle Nazioni Unite ha spiegato che si sono tenute tre riunioni approfondite con diverse parti in preparazione della conferenza di Berlino, e ci sarà una quarta riunione tra tre settimane, e che sarà istituito un comitato per seguire l’attuazione delle decisioni prese dalla conferenza.

Dall’incontro è emerso inoltre la necessità di raggiungere una visione internazionale condivisa, senza interferenze esterne, che hanno alimentato il conflitto dal 2011 ad oggi. A tal proposito il ministro tedesco ha riferito a Serraj l’appello ai membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu a mantenere i processi raggiunti e a rassicurare sulla cessazione delle forniture militari in Libia, nonchè sul consolidamento del principio di non intervento, sottolineando l’importanza di un cessate il fuoco come base per il successo della conferenza internazionale che sembra slittare ai primi mesi del 2020, secondo le indiscrezioni trapelate negli ambienti diplomatici.

Da parte sua, il premier libico ha espresso apprezzamento per la posizione tedesca che respinge l’aggressione e ha sottolineato il suo benvenuto alla Conferenza di Berlino, sottolineando l’importanza di trarre vantaggio dagli errori del passato e la necessità di discutere le ragioni del fallimento delle riunioni precedenti, per realizzare progressi sul campo. Il presidente ha osservato che la divisione internazionale aveva incoraggiato alcune parti a non aderire ai risultati degli incontri di Parigi, Berlino ed Abu Dhabi, bloccando i tentativi di raggiungere un accordo. Serraj ha dichiarato che il cessate il fuoco è subordinato al ritiro del Libyan National Army, descritto come le milizie aggressori, sottolineando che la capitale Tripoli non dovrebbe essere minacciata in alcun modo.

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