Tawergha: “Italiani aiutateci con Misurata”. Intervista a Jaballah al-Shibani

Di Vanessa Tomassini.

Tawergha-Tunisi, 15 ottobre 2019 -Lunedì il presidente della Camera dei Rappresentati, Aguila Saleh Issa, ha incontrato il comitato per la riabilitazione della città di Tawergha ed il sindaco della città, Elmawla Athoma Almahdi. Abbiamo incontrato Jaballah al-Shibani, Rappresentante della città al Parlamento libico, capo del Comitato di Riabilitazione per sapere qualcosa in più circa l’incontro e le attuali condizioni della città da otto anni fantasma.

Signor al-Shibani grazie innanzitutto per aver accettato questa intervista. Ci dice qualcosa in più sull’incontro con il presidente della Camera?

“Noi al Parlamento tre mesi fa abbiamo deciso di assegnare 600 milioni di dinari per la ricostruzione, o riabilitazione di Tawergha, tra i progetti del 2019. Ora la nostra municipalità di Tawergha ha presentato il piano di manutenzione e nuove costruzioni, nonchè riguardante la riscostruzione di tutti quegli edifici distrutti dalle milizie di Misurata nel 2011. Questo piano, studiato dalla municipalità, divide i progetti a seconda dell’urgenza in lungo termine, medio e breve termine. Abbiamo presentato il piano al presidente della Camera, Aguila Saleh Issa, che sta assegnando una commissione per l’implementazione del piano che sarà formata probabilmente dal Primo ministro del Governo ad Interim, Abdallah al-Thini, da Ali Salim al-Hibri per la Banca Centrale libica, e dal sindaco della municipalità di Tawergha. Questa commissione lavorerà a fianco e monitorerà i lavori del comitato esecutivo che implementerà i progetti di riabilitazione della città”.

-Qual’è la situazione oggi all’interno della città?

“La situazione oggi è miserevole per via della diffusione della leishmaniosi umana e per via del riversamento delle acque nere dalla municipalità di Misurata che causa molte malattie e problemi tra gli abitanti di Tawergha, oltre a spaventare le persone ancora sfollate dal far ritorno nella loro città per via di disturbi che non sono stati ancora curati. Inoltre ci sono alcuni punti nell’accordo raggiunto con Misurata che non piacciono alle persone di Tawergha, come il fatto che la municipalità debba sottostare al controllo e alla giurisdizione di Misurata. Inoltre in questo accordo viene detto che nel 2011 Tawergha ha attaccato Misurata, commettendo crimini contro l’umanità e che Tawergha era al fianco alle forze di Gheddafi nell’attacco a Misurata. L’accordo afferma inoltre che Tawergha non è stata distrutta da un attacco pianificato, ma la distruzione è dovuta ai combattimenti tra i ribelli e i governativi di Gheddafi. Ciò è assolutamente sbagliato. Tawergha ha subito una distruzione pianificata per prevenire ai suoi abitanti di ritornare nella loro città. Hanno distrutto tutto: acqua, elettricità, case, fattorie. Hanno reso Tawergha invivibile”.

Quante persone hanno fatto ritorno a Tawergha ad oggi?

“Circa 100 famiglie hanno fatto ritorno nelle loro case. Non c’è sicurezza, il premier Fayez al-Serraj ha promesso di riabilitare Tawergha, di aiutare coloro che avessero fatto ritorno in questa situazione difficile, ma non è accaduto nulla fino ad ora. Stiamo facendo del nostro meglio per incoraggiare la gente a tornare nonostante le difficili condizioni previste dall’accordo raggiunto dal Consiglio locale di Tawergha e dalla Municipalità di Misurata. La situazione non è confortevole, non è affatto facile, ma stiamo cercando di incoraggiare le persone a tornare nella loro città. Il Governo ad Interim, con base ad al-Beida, ha aiutato molto le persone di Tawergha ed abbiamo 8 milioni di dinari per iniziare qualche lavoro di manutenzione urgente, della rete idrica, elettrica e per l’ospedale, in modo di incoraggiare il ritorno degli sfollati ed iniziare le scuole elementari e dell’infanzia. Questo mi aiuterà come membro del Parlamento per assegnare altri soldi per la riabilitazione”.

Quante persone restano sfollate?

“La popolazione di Tawergha è di circa 40mila persone e tutte sono sfollate. Tawergha è stata una città completamente disabitata negli ultimi 8 anni anni. Non più di 1000 persone hanno fatto ritorno, 100 famiglie”.

Secondo la sua esperienza e considerata la situazione sul campo, quanto tempo pensa sarà necessario affinchè la città possa tornare alla normalità? O almeno per il ripristino di acqua ed energia elettrica?

“Le persone di Tawergha sono forti e possono affrontare le difficili condizioni di vita. Cosa vogliono ora è l’elettricità, l’acqua e le scuole. Penso che dopo un anno la popolazione potrà tornare a casa. Quando il Governo ad Interim lavorerà duro per fornire elettricità, acqua, scuole e ristrutturare l’ospedale, loro torneranno, ma per la riabilitazione completa della città saranno necessari 5 o 6 anni almeno perchè il progetto dell’agricoltura è stato distrutto, così come gli allevamenti e tutte le attività che davano occupazione alla maggior parte dei cittadini. La popolazione inoltre è aumentata negli ultimi 10 anni e se 40 mila persone dovessero tornare a Tawergha oggi non avrebbero un lavoro. Ad eccezione delle maestre impiegate nelle scuole, del personale dell’ospedale e gli impiegati della compagnia di elettricità, la maggior parte della popolazione era impiegata nell’agricoltura e nei progetti di allevamento di bestiame, pollame. Questi due principali progetti sono stati distrutti e la gente non saprebbe cosa fare. Stiamo provando a contattare la compagnia olandese che aveva iniziato questo progetto per tornare qui ed aiutarci. Li pagheremo, non tutti i soldi che gli dovremmo, ma potrebbero riavviare il progetto nuovamente. L’Olanda è famosa per la sua produzione di carni bovine, formaggi ed aveva iniziato un grande progetto che avrebbe dato lavoro a moltissime persone. La compagnia cinese che aveva iniziato un progetto di costruzione di oltre 3000 abitazioni durante il regime del colonnello Gheddafi ha dovuto interrompere i lavori dopo essere stata attaccata dalle milizie di Misurata, che hanno portato via tutto, comprese macchine, attrezzature e materiali. Stiamo contattando questa compagnia per tornare a lavorare qui e riprendere i progetti. Ciò ovviamente non può avvenire senza il permesso delle milizie di Misurata. Siamo fortunati che la compagnia non ha chiesto compensi per ciò che ha perso, vuole aiutare Tawergha ad essere ricostruita senza soldi”.

Quanti casi ci sono stati di leishmaniosi?

“Ad oggi ci sono almeno 150 casi di leishmaniosi umana, causata da minuscoli parassiti che pungono la pelle, creando delle vere e proprie viscere orribili. I casi stanno aumentando ed attualmente non c’è una cura, ieri ho incontrato il ministro della Salute del Governo ad Interim, che mi ha detto di inviargli un dottore specializzato dalla municipalità di Tawergha per cercare di trovare una cura che possa aiutare la gente che sta soffrendo molto per questa epidemia e per capire come eliminare questo parassita dalla città”.

Signor Shebani vuole inviare un messaggio alle autorità italiane se pensa che queste possano aiutarvi in qualcosa?

“Attualmente le autorità italiane hanno un buon rapporto con Misurata e visto che sono a Misurata potrebbero convincerli a far ritornare la gente a casa senza condizioni. Misurata vuole che Tawergha non abbia una municipalità indipendente e dipenda dalla sua giurisdizione, ma la gente non vuole lavorare sotto l’autorità di Misurata. Vuole essere indipendente e tornare a casa senza alcun intervento della città vicina. Le persone non vogliono rivolgersi a Misurata per i documenti, ad esempio, perchè si sentirebbero moralmente e fisicamente attaccati. Ci sono due aree, due piccole regioni tra Tawergha e Misurata, Sharik e Tamina, che non dipendono dalla nostra muncipalità e noi siamo 40km lontano da loro. Se tu dici che non ti piacciono gli abitanti di Tawergha, che sono tuoi nemici, che ti hanno fatto tantissime cose brutte, perchè stai facendo tutto il possibile perchè dipendano dalla tua municipalità? Perchè non smettono di scaricare con i loro pick up le loro acque nere? Questo porta innumerevoli malattie tra cui il colera oltre a dannaggiare l’ambiente. E’ un crimine contro l’umanità. Perchè non si organizzano per smaltire i loro rifiuti nella loro muncipalità? Ecco chiedo alle autorità italiane di intervenire perchè facciano pressioni su Misurata affinchè questo non avvenga più, affinchè questi crimini contro l’umanità cessino immediatamente”.

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