Ancora disordini a Murzuk. Daesh riemerge nel sud della Libia

Di Vanessa Tomassini.

Proseguono gli attacchi armati da parte di coloro che vengono descritti dai residenti come bande di Tebou e criminali ciadiani nella piccola municipalità di Murzuk (o Murzuch) nel sud ovest della Libia, capoluogo della storica regione del Fezzan. Le ultime notizie parlano di almeno una decina di morti, celebrati come martiri per aver sacrificato la loro vita in difesa della città. Nel frattempo la municipalità di Sabha si è detta pronta a respingere eventuali attacchi terroristici, sottolineando che i servizi di sicurezza affiliati al Libyan National Army (LNA) stanno monitorando i movimenti di alcuni gruppi che stanno destabilizzando la regione meridionale. Fonti locali riferiscono anche di raid aerei sconosciuti. Lo scorso febbraio l’LNA ha portato avanti una campagna militare che è servita a reistabilire l’ordine e a riattivare le centrali di polizia in molte municipalità. Di recente il presidente della federazione russa, Vladimir Putin, ha espresso preoccupazione per il ritorno in Libia di foreign fighters che avevano combattutto in Siria ed Iraq. Un recente video diffuso sui social networks ed attribuibile a Daesh ha rivendicato l’esistenza del gruppo nel paese nordafricano. Il sedicente stato islamico, dopo la sua sconfitta a Derna e Bengasi, e dopo aver perso Sirte nel 2016, ha esteso la sua capacità di condurre attacchi armati nella regione meridionale, condotti da gruppi di 10 o 12 persone. Le istituzioni del Governo di Accordo Nazionale, supportato dalle Nazioni Unite, e quindi visto come l’attore in grado di costruire uno Stato, sono state al centro di violenti attentati a partire dalla fine del 2017, molto prima delle operazioni dell’LNA nella capitale. Non vanno dimenticati gli attentati all’Alta Commissione elettorale, al quartier generale della National Oil Corporation (NOC), nonchè al Ministero degli Affari Esteri. Il gruppo è stato prima in grado di compiere con estrema velocità attacchi spettacolari sulla costa, poi si è concentrato significativamente nel Fezzan nel terzo trimestre del 2018, coalizzandosi con i gruppi armati affiliati al Governo di Accordo Nazionale, come le milizie islamiste di Misurata, e bande ribelli ciadiane. Daesh, fortemente rifiutato dal popolo libico, avrebbe provato anche attraverso funzionari locali ad offrire importanti somme di denaro nel cercare di attrarre fiducia delle comunità locali. L’impegno dell’LNA a sud di Tripoli, crea inevitabilmente un vuoto in altre parti del Paese, di cui gruppi estremisti come quello di Ibrahim Jadhran starebbero approfittando.

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