Riscopriamo Cirene, il sito archeologico libico sempre vivo per le Università italiane

Reportage di Vanessa Tomassini.

Ad una decina di minuti di macchina da al-Beida, il centro che ospita il Governo ad Interim, dell’Est della Libia, sorge maestoso su di un fianco della montagna verde il sito archeologico di Cirene, uno dei più estesi e sontuosi al mondo. Malgrado la guerra civile e lo stallo politico che attanagliano il Paese nordafricano dal 2011, “le ricerche e le attività di esplorazione e restauro, da parte delle università italiane, qui proseguono dagli inizi del Novecento”. Ci spiega Ahmed Hassan, a capo della Soprintendenza Antichità del Governo ad Interim.

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La riscoperta della millenaria colonia greca, fondata nel 631 a.C. da genti di Thera (Santorini) e abbandonata in età tardoantica, sulla costa orientale libica, inizia ufficialmente nel 1913, con il ritrovamento della magnifica scultura acefala “Venere di Cirene” che rappresenta la dea della bellezza Afrodite. La copia romana di un originale ellenistico, forse della scuola di Prassitele, restituita dall’Italia nel 2008, è solamente uno dei tanti tesori in mostra nel piccolo museo del sito, curato dal Dipartimento Antichità del Governo ad Interim. Nell’edificio, la soprintendenza ha anche organizzato un’esposizione di opere ritrovate casualmente dai cittadini della zona, che sembra ancora nascondere misteri e leggende.

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Impossibile non restare incantati di fronte ai vasti santuari di Apollo, Zeus e all’antica Agorà, nonchè agli intatti quartieri della polis greca che continuano a riemergere dal 1942, grazie al prezioso lavoro degli archeologi libici in collaborazione con esperti internazionali, come Sandro Stucchi, che nel 1957 avviò l’attività di scavi della Missione dell’Università di Urbino, col sostegno della Scuola Archeologica Italiana di Atene e del Ministero degli Esteri.

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Le famiglie passeggiano, qualcuno fa un po’ di jogging, tra i sentieri erbosi dell’immenso parco archeologico dell’odierna cittadina di Shahat. Tra le rovine della Cirene greco-romana, sopravvissute anche alla sciagura del terrorismo, i resti delle chiese cristiane. Il maestoso tempio greco di Zeus, costruito prima del 515, è il più grande del Nordafrica, perfino più grande del Partenone di Atene. Il santuario di Apollo, insieme al foro romano e all’acropoli hanno fatto qualificare Cirene come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1982.

P1020764La leggenda narra che Cirene, figlia di Ipseo, re dei Lapiti della Tessaglia, venne rapita da Apollo che la trasportò in Libia, dove ancora oggi sorge la città a lei sacra, che diede le origini ad Aristeo, figlio di Apollo.

Grino, il padre di Batto, il re dell’isola di Tera, dopo che si era recato a Delfi, presso l’oracolo, per implorare il dio, a causa del difetto del giovane figlio ancora muto, ricevette un responso che ordinava che il figlio di lui, Batto, si dirigesse in Africa e fondasse la città di Cirene: in quel luogo avrebbe ottenuto l’uso della lingua. Il responso, per la verità, appariva simile ad una presa in giro, perché il dio ordinava agli abitanti di Tera, un’isola dal vasto spazio disabitato, di mandare dei coloni in Africa, una terra tanto grande. La cosa, dunque, non venne presa in considerazione, ma, trascorso del tempo, in quanto restìi, vengono costretti ad obbedire al dio da una epidemia. Dopo che erano giunti in Africa, cacciati via gli indigeni, occuparono il monte Cira, sia per la gaiezza del luogo, sia per la ricchezza di una sorgente. Lì Batto, il loro condottiero, una volta sciolti i nodi della lingua, cominciò per la prima volta a parlare: questa cosa diede agli animi la speranza rimanente per fondare una città, perché una parte delle promesse del dio era già stata conseguita. Dunque, piazzato l’accampamento, Batto fondò la città di Cirene, dal nome della giovane Cirene – rapita da Apollo dal monte Pelio e condotta sulle vette del medesimo monte – individuato a partire dalle profezie.

Giustino, (100-165 d.C.)

 

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Secondo la letteratura greco-latina, tra il 435 e il 360 avanti Cristo, a Cirene nacque anche il filosofo Aristippo che fondò la scuola filosofica di derivazione socratica e sofistica, detta appunto scuola cirenaica. Aristippo, partendo dal concetto socratico del bene che una volta conosciuto, non può non attrarre a sé il volere, giunse alla conclusione che bene fosse tutto ciò che attrae la volontà, ossia il desiderabile e il piacevole, ponendo così nel piacere il fine di ogni azione.

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Oltre ai templi dedicati a Latona, Iside, Ecate ed altre divinità, di notevole interesse per i visitatori sono i resti delle terme, mentre l’agorà, il foro di forma quadrangolare, è circondata da colonne doriche baciate dal sole dal I secolo dopo Cristo. Cirene, con la sua grande bellezza, rappresenta una parte importante di Dna del meraviglioso popolo libico. 

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