Ghat. Macchina di solidarietà per la città del sud della Libia

Di Vanessa Tomassini.

I libici dimostrano di essere ancora uniti di fronte alle emergenze. Dopo poche ore dall’appello del Consiglio municipale di Ghat, che aveva denunciato il disatro causato dalle piogge torrenziali, che ha ucciso due persone e spazzato via alcuni villaggi, i volontari della Mezzaluna Rossa, ma anche medici e compagnie locali si sono mosse immediatamente per portare sollievo alle famiglie e agli sfollati. Giovedì, il sindaco di Ghat, Qumani Mohammed Saleh, ed il presidente del consiglio Tuareg, Hussein Al-Kony, accompagnati da un certo numero di consiglieri ed ufficiali, hanno ricevuto due aerei cargo contenenti forniture mediche e di emergenza, ma anche gommoni, generatori e beni di prima necessità.

FB_IMG_1559946445190

La spedizione è stata organizzata dal Ministero dell’Interno e della Salute del Governo di Accordo Nazionale, dopo le polemiche circa l’impossibilità di un volo da Tripoli verso il villaggio nel deserto del profondo sud. La sala operativa organizzata dai volontari della Mezzaluna Rossa di Ubari, Bani Walid, Ailwanat e Bengasi, hanno tratto in salvo le famiglie e continuano a fornire assistenza alle comunità locali. Il gruppo degli Scout ha contribuito a distribuire medicine e beni di prima necessità, forniti dalle aziende locali e da Unicef. Sul posto è accorso anche il personale medico e paramedico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha consegnato le forniture mediche in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e la cooperazione internazionale. Altri convogli stanno arrivando in queste ore dalla regione orientale. Il Governo ad Interim, con base ad al-Beida, in coordinamento con il Libyan National Army ha predisposto ingenti aiuti per cercare di scongiurare il disastro. In questo contesto, va detto che il Consiglio Presidenziale rappresentato dal premier Fayez al-Serraj, ha stanziato 10 milioni di dinari libici. La città di Ghat attende onoltre, due miliardi di dinari che lo stesso Serraj, aveva promesso lo scorso gennaio durante un incontro con il movimento pacifico ‘la rabbia del Fezzan’, non ancora pervenuti.  In questo contesto, le guardie municipali e le agenzie di sicurezza sostengono di non ricevere i salari da Gennaio, forse per il sostegno espresso a favore dell’ingresso del Libyan National Army.

FB_IMG_1559946535080

 

 

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: