Bengasi. Bambina uccisa da un ordigno lasciato dai terroristi, l’LNA porta sostegno alla famiglia

Di Vanessa Tomassini.

Bengasi, 23 maggio 2019 – Elham aveva 9 anni. E’ morta nella periferia ovest di Bengasi sedendosi all’ombra di un albero. Non poteva immaginare che proprio li poteva nascondersi una mina lasciata dai terroristi. Ci troviamo esattamente ad Abu Sneib , l’ultimo fronte dove il Libyan National Army (LNA) ha sconfitto il cancro di Daesh. L’LNA ha espresso la sua vicinanza alla famiglia, consegnando mercoledì sera generi alimentari e di prima necessità. Il padre della bambina, Mohammed, ha ringraziato gli ufficiali, Mohammed Elahami e Bashir Ethnajer, che hanno consegnato cibo e bevande dopo la visita formale del giorno prima, poco dopo la tragedia. La preoccupazione per gli ordigni inesplosi è tanta a Bengasi. “Ieri ne abbiamo trovati altri due, uno avrebbe potuto spazzare via l’intero quartiere”. Ci spiega l’ufficiale, aggiungendo di non aver ricevuto alcun supporto dalla Comunità internazionale per risolvere questo problema.

Mentre i cuginetti di Elham danno una mano a scaricare il carico di aiuti, il fratellino più piccolo Faraj Mohammed ci dice: “Non perdonerò mai il gruppo Ikwan, i Fratelli Musulmani, perchè sono stati loro ad uccidere mia sorella, mentre giocavo con lei”. Poco più in là, sotto un tendone, un gruppo di donne cercano di fare forza alla mamma di Elham in lacrime, lacerata dal dolore. Questa famiglia aveva già perso la propria casa nel 2015 per via della guerra contro il terrorismo. Gli artificeri dell’LNA lavorano incessantemente per assicurare l’area da questo killer silenzioso che continua a terrorizzare i cittadini.

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