Tripoli. Aumentano i raid aerei e gli sfollati

Di Vanessa Tomassini.

Tripoli, 13 aprile 2019 – Dopo una settimana di incessanti scontri la situazione sul campo resta fondamentalmente invariata. Entrambe le fazioni, le forze allineate al Governo di Accordo Nazionale e quelle del maresciallo Khalifa Haftar, sembrano non riuscire ad avere la meglio l’una sull’altra al fronte. Il Libyan National Army resta stanziato ad Aziziya, nell’area di Warshefana, programmando pesanti attacchi contro i gruppi armati di Misurata e Zintan; mentre all’areoporto Internazionale la Tripoli Protection Force, in particolare la Brigata dei Rivoluzionari (TRB), la sicurezza centrale di Abu Selim (Ghnewa) e la brigata Alnawasi, continuano a respingere l’offensiva della coalizione LNA che mostra la sua superiorità solamente attraverso pesanti raid aerei. Poche ore fa l’aviazione ha sferrato alcuni colpi contro le forze governative a Suani, Tajoura e lungo la strada dell’areoporto internazionale.

Missile inesploso sulla Strada dell'areoporto

Pesanti esplosioni vengono riportate nelle ultime 24 ore anche ad Azizia, Ain Zara e Zawiya, dove sono rimasti feriti anche dei civili. In questo contesto, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha affermato che il bilancio delle persone sfollate dall’inizio del conflitto sale a 13.300. Un uomo di Ain Zara ci dice: “Sono voluto andare a vedere la mia abitazione mercoledì, perchè parte della mia famiglia si rifiuta di fuggire. Una volta lì, non sono potuto più tornare indietro per tre giorni. Per tre giorni sono rimasto senza cibo, non avendo nulla in casa e non potendo uscire, grazie ai combattimenti”. OCHA ha aggiunto, in un report rilasciato ieri, che circa 4000 persone risultano sfollate solo nelle ultime 24 ore, sottolineando la necessità di facilitare il lavoro della macchina umanitaria. La Libyan Red Crescent sostiene di essere riuscita ad evacuare venerdì 21 famiglie nel cuore degli scontri dell’area di Sawani, 25 km a sud di Tripoli. Unicef ha fatto appello al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, affinchè le parti in conflitto abbandonino le armi. Mezzomilione di bambini sarebbero a rischio diretto.

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Va detto che ad Azizia l’esercito sembra essere più organizzato, i nostri contatti all’interno della città affermano che l’autoproclamato Libyan National Army si presenta ben strutturato, al contrario di altre zone, dove ai militari si uniscono spesso milizie locali e giovani senza alcun minima preparazione. Nella stessa città, la General Electric Company dice di essere stata costretta ad interrompere i lavori di manutenzione della rete elettrica, raggiunta solamente ieri, a causa dei bombardamenti indiscreminati tra le parti in conflitto. Al momento, forti esplosioni sono udibili dal centro della capitale, dove eterogenei gruppi armati e agenzie di sicurezza aprono il fuoco contro i veloci aerei di Haftar. Verso Misurata, la situazione resta stabile. Taha el-Haddad, portavoce della Sirte Security and Protection Force, ci ha spiegato che le pattuglie controllano continuamente il confine della municipalità a sud, est ed ovest, dopo i tentativi dell’LNA di entrare in tripolitania attraverso Sirte.

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Foto: Notizie Geopolitiche, Speciale Libia (Vanessa Tomassini)
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