Murzuq. Tebu ed Alahaly raggiungono un accordo di pace

La Commissione Nazionale per i Diritti Umani condanna l’uccisione dei due bambini e chiede all’esercito di fare luce sulla vicenda.

Di Vanessa Tomassini.

La Commissione Nazionale libica per i Diritti Umani ha confermato la notizia lanciata venerdì in esclusiva da Speciale Libia, precisando che i bambini uccisi, dal gruppo armato che ha fatto irruzione all’alba di venerdì nella casa di Abdullah Saleh, sono due: Abdullah Ali Abdullah Saleh, di 4 anni, e suo cugino Wael Abdullah Rajab Saleh, di 14 anni. Contrariamente alle prime notizie trapelate ieri che riferivano di due eventi diversi. L’efferato crimine arriva dopo giorni di escalation di violenza tra le tribù Tebu ed Alahaly. Lo stesso padre dei bambini aveva parlato ai media, spendendo parole di apprezzamento per l’arrivo dell’esercito orientale, accusato dai Tebu di bruciare le loro case. I dignitari e gli anziani delle due tribù rivali hanno raggiunto venerdi pomeriggio un accordo per una pacifica convivenza. In questo contesto, la Commissione per i diritti umani libica ha invitato il Comando Generale dell’Esercito Nazionale a chiarire completamente le circostanze di tale atto inumano contro i due minori e ad identificare il colpevole.   Il Comitato ha ricordato a tutte le parti che i civili e i quartieri residenziali devono essere lasciati fuori dal conflitto armato, nonchè che deve essere  sempre consentito l’ingresso agli aiuti umanitari; sottolineando che quanto accaduto rappresenta un crimine contro l’umanità secondo il diritto internazionale.

 

 

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