Tripoli. Il caso del Battaglione 301

Il Battaglione di Fanteria 301, gruppo armato affiiliato al Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale, ha annunciato martedì sera che le sue forze si sono schierate nuovamente nelle aree a sud di Tripoli. “Questa mossa arriva per implementare le misure di sicurezza della capitale Tripoli”, ha dichiarato il gruppo, spiegando di aver ricevuto ordini superiori allo scopo di imporre stabilità nelle aree e nei luoghi a loro assegnati. Il Battaglione ha poi aggiunto che “colpirà con un pugno di ferro qualsiasi tentativo di indebolire la sicurezza a Tripoli da parte di terroristi o strateghi militari”. Tuttavia a meno di 24 ore dal rilascio della nota, Mohammed El-Sallak, portavoce del presidente Fayez al-Serraj, ha negato l’esistenza di nuovi mandati da parte del Consiglio per proteggere la capitale. Il portavoce ha detto che non c’è un nuovo corpo militare o di sicurezza che è stato recentemente assegnato, oltre a quelli incaricati del piano adottato da Al-Serraj come comandante supremo dell’esercito con la Risoluzione 1439. Movimenti di milizie nel sud della capitale rischiano di riaccendere la violenza da un momento all’altro, sebbene le milizie continuino a proporsi come organi militari legittimi e ben strutturati.

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