Torna la calma a sud di Tripoli

Di Vanessa Tomassini.

È tornata la calma a sud della capitale libica Tripoli, dopo cinque giorni di scontri sanguinosi. Domenica il presidente del Consiglio del Governo di Accordo Nazionale, Fayez al-Serraj, accompagnato dal ministro dell’Interno, Fathi Pashagha, ed una delegazione di alti funzionari, ha fatto visita all’area di Qasr Ben Ghashir e all’aeroporto internazionale. La tregua è stata raggiunta dopo che Mohamed Barghouti, membro del comitato per il Consiglio delle tribù e delle città libiche che si è riunito nei giorni scorsi a Bani Walid, è stato inviato a Tarhouna per raggiungere una tregua tra la Settima Brigata Fanteria e le forze della Tripoli Protection Force. L’emissario del Consiglio tribale si è incontrato con gli sceicchi e i dignitari di Tarhouna raggiungendo un accordo per il cessate il fuoco che prevede il rilascio di prigionieri e la consegna dei corpi morti in battaglia tra le due parti. Barghouti ha confermato di aver ricevuto una telefonata anche dal rappresentante delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, che ha espresso apprezzamento ed ha incoraggiato gli sforzi per la pace. La violenza rinnovata a sud di Tripoli ha preso di mira ancora una volta i civili, dopo la morte dello studente dell’Università di Tripoli, Mahmoud Schlibek, sabato il foto-giornalista Mohamed Ben Khalifa è morto mentre stava lavorando nell’area degli scontri. I due eventi hanno mosso l’indignazione della popolazione e della comunità civile, nonché internazionale, che si sono sollevate per dire “no alla guerra”. La Missione di Supporto delle Nazioni Unite (UNSMIL) ha lanciato l’ennesimo appello accorato alle parti in conflitto, ricordando che la protezione dei civili e dei media era essenziale e che gli attacchi diretti o indiretti ai cittadini costituiscono un crimine di guerra. Diverse manifestazioni si sono animate in tutto il Paese, studenti e giornalisti sono scesi in piazza non solo a Tripoli, ma anche a Bengasi e Misurata per chiedere pace e sicurezza. Durante gli scontri, anche ospedali ed ambulanze sono entrate nel mirino della ferocia cieca dei gruppi armati. Dall’inizio degli scontri, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dal Ministero della Salute libico le vittime sarebbero 13 e 52 feriti. Tra venerdi e sabato diversi ospedali sono stati evacuati, tra cui quello di Ali Omar Askar ad Asbia. Il Governo aveva anche fatto appello a tutte le parti coinvolte nella lotta armata a non prendere di mira i conducenti delle ambulanze impegnate a soccorrere i feriti. L’accordo per il cessate il fuoco potrebbe essere temporaneo, un membro di una forza appratente alla Tripoli Protection Force infatti ha confermato la volontà di annientare la Settima Brigata anche dopo la ritirata da Qasr Ben Ghashir e ben oltre le posizioni precedenti.

 

 

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