Sallabi incontra il consigliere di Erdogan ad Instanbul

Il politico libico e religioso islamista, Ali Mohammed Sallabi, meglio noto come Ali al-Sallabi, è stato ricevuto questa mattina da Yasin Aktay, consigliere principale del presidente Recep Tayyip Erdogan, responsabile della politica estera turca per il mondo musulmano e arabo. Ali al-Sallabi è nato nel gennaio 1963 nella città orientale di Bengasi e la sua famiglia ha origini turche. Controlla alcune milizie armate in Libia ed è descritto come “Qaradawi Libia”. E’ stato posizionato al n. 23 nella lista stilata da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Arabia Saudita e Bahrein dei terroristi legati al Qatar.
Dal 2011 il Qatar ha fornito la maggior parte delle armi e il sostegno alle milizie libiche attraverso Ali al-Salabi e suo fratello Ismail Mohammed al-Salabi, un capo delle brigate di difesa di Bengasi associate all’organizzazione Ansar al-Sharia in Libia (Asl), ossia “Ausiliari della Sharia in Libia”: una formazione terroristica armata jihadista e takfirista araba sunnita. L’organizzazione, legata ad al-Qaeda, è nata nel 2011 ed è diventata operativa dal giugno del 2012. Tra i suoi leader iniziali si ricordano Khalid al-Madani, anche conosciuto con il nome di Abu Khalil al-Sudan e Muhammad al-Zahawi, la sua base principale è a Bengasi e dispone di circa 5mila militanti. In precedenza era nota come Brigata dei martiri del 17 febbraio, o come brigata Abu Ubayda ibn al-Jarrah, o ancora come brigata Malik. Tra gli assistenti di al-Salabi ricordiamo: Hussein al-Dawadi, leader del decano del gruppo di combattimento islamico libico del comune di Sabratha; Muhammad Abujailah, leader del membro della Fratellanza Musulmana Libica di Dar al-Ifta; l’ufficiale Mustafa Al-Circassi, a capo dei ribelli del Consiglio della Shura di Bengasi; lo sceicco Ahmad al-Hasnawi, leader del gruppo combattente islamico libico ed il più pericoloso dei suoi aiutanti; Ibrahim bin Ghashir, presidente del Concilio degli anziani di Misurata; Hamza Abu-Faris, leader dei Fratelli Musulmani, vice mufti del Diwan libico; Mahdi al-Harati, un irlandese di origine libica, il quale ha trasportato il gas sarin dalla Libia alla Siria attraverso la Turchia; e Muhammad Qunaidi, comandante della divisione di intelligence militare dello stato maggiore.

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Sallabi fu arrestato dal regime Gheddafi, prima di lasciare la Libia e studiare l’Islam in Arabia Saudita e in Sudan durante gli anni ’90. Ha poi studiato in Qatar sotto Yusuf al-Qaradawi , il capo spirituale della Fratellanza Musulmana internazionale.  Ritornò in Libia durante la rivoluzione del 2011 sostenendo la liberazione di Abdelhakim Belhadj, capo del Libyan Islamic Fighting Group, meglio conosciuta con la sigla Lifg o come al-Jama’a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libya, un gruppo armato terroristico fondato negli Anni ’80 dai mujaheddin libici veterani della guerra tra Unione Sovietica ed Afghanistan. Salabi e Belhadj sono i principali sostenitori delle milizie libiche, comprese quelle legate ad al-Qaeda in Libia nonchè hanno ingaggiato bande ciadiane e sudanesi per compiere attacchi, rapine e rapimenti.  Per questo, di recente, per Belhadj è stato emesso un mandato di arresto da parte del Procuratore Generale libico, accuse ovviamente respinte dal diretto interessato. Si ricorderà che due settimane fa le autorità del porto di Al-Khamis, ad est della capitale Tripoli, hanno sequestrato una nave che dichiarava di trasportare materiale da costruzione in 40 container, ma che in realtà nascondevano diverse tonnellate di armi. La nave sarebbe salpata il 25 novembre scorso dal porto di Mersin, nel sud della Turchia e avrebbe fatto scalo in diversi porti turchi fino a quando non ha raggiunto il porto di Ambarli nella regione occidentale di Istanbul.

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