Scontri nell’area di Warshefana, Emad Trabelsi: “Noi non c’entriamo niente”

Di Vanessa Tomassini.

“Quello che sta succedendo a Warshefana, con la perdita di vite di persone innocenti, è una continuazione di ciò che fece il Consiglio Militare di Zintan nel 2017 con il pretesto di combattere il crimine. La milizia di Muammar al-Dawi appartiene alle milizie di Zintan di Osama Al-Juwaily ed Emad Trabelsi, mentre quella di Ramzi è affiliata al Battaglione 301 di Misurata e Tripoli. Hanno messo in moto questa guerra per controllare il perimetro di Tripoli”. A dirci questo è Al-Mabruk Abu Amid, capo del Consiglio Supremo delle Tribù di Warshefana che accusa le forze di Zintan, ora impegnate dal Consiglio Presidenziale nella protezione della capitale, dei combattimenti nell’area di Warshefana a sud ovest di Tripoli.

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Al-Mabruk Abu Amid, presidente del Consiglio Supremo delle Tribù di Warshefana

Le milizie di Muammar al-Dhawi e Ramzi al-Lafa’a non ascoltano gli ordini delle tribù e dei dignitari. Questa guerra è respinta ed il Consiglio richiede lo scioglimento di tutte le milizie, nonchè la loro partenza da Warshefana” afferma al-Mabrouk, aggiungendo che “è certo che Muammar al-Zawawi non aveva le armi che usa ora” spiegando così le sue motivazioni contro Trabelsi ed al-Juwaily.

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Maggior Emad Trabelsi, capo della Sicurezza Centrale

Questo non è vero – risponde deciso il Maggior Emad Trabelsi, capo della sicurezza centrale, a Speciale Libia – questi gruppi hanno ucciso persone già due mesi fa, è un conflitto tribale interno, con il quale nè io nè il comandante Osama al-Juwaily abbiamo nulla a che vedere”. Anche il comandante del Battaglione 301, AbdalSalam Alzoubi prende le distanze dagli scontri: “Noi non c’entriamo niente, cerchiamo sempre di tenere le persone al sicuro…. no guerra, niente errori, niente spargimenti di sangue”.

Sembrerebbe che gli uomini del battaglione di Ramzi al-Lafa’a avevano preso parte ai recenti scontri a Tripoli, spostandosi da Warshefana ad Abu Salim lungo la Airport Road, ed il 55mo battaglione aveva preso il suo posto. Ora che la situazione a Tripoli si è normalizzata,  il fatto che al-Lafa’a tornando a Warshefana ha visto le proprie posizioni occupate, avrebbe dato il via a delle scaramucce già giovedì sera. Va ricordato inoltre che qualche scintilla tra questi due gruppi per il controllo della zona c’è sempre stata negli ultimi due anni.

 

 

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